S&P: “Fed non ha finito con rialzo tassi, nuova stretta nel 2019”

22 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Non è detto che la Federal Reserve abbia finito con il rialzo dei tassi. A sollevare dubbi sulle prossime mosse della banca centrale americana, dopo l’ultima riunione di due giorni fa, sono gli economisti di S & P Global Ratings, secondo cui un altro aumento potrebbe arrivare a fine anno.

Intervistato dalla CNBC, Shaun Roache ha detto che una crescita economica americana migliore del previsto e mercati del lavoro forti lasciano spazio a un aumento.

A fronte del rallentamento dell’economia che sta attraversando l’economia globale, risulta logico, secondo Roache, “che la Fed si fermi a guardare i dati per vedere come evolvono le cose”. Tuttavia, a suo parere, le preoccupazioni per la crescita globale sono “un po ‘esagerate”.

S&P vede crescita Pil Usa del 2% nel 2019

La società di rating S&P prevede che la crescita sarà “intorno al 2% quest’anno” a fronte di una media di 130.000 nuovi posti di lavoro al mese, che è al di sopra del “tasso naturale” di crescita dell’occupazione per l’economia americana.

“Significa che il tasso di disoccupazione continuerà ad essere più basso, la crescita dei salari continuerà ad essere più alta, e questo è uno scenario in cui la Fed probabilmente aumenterà ancora una volta i tassi alla fine di quest’anno, forse all’inizio del prossimo anno”, ha aggiunto Roache.

Due giorni fa la Federal Reserve ha messo la parola fine per quest’anno al suo piano di rialzo dei tassi. La mossa ha sul momento innescato una serie di acquisti in Borsa, facendo scendere invece i rendimenti dei titoli di Stato Usa a 7 e 10 anni, che stanno quasi scendendo sotto la soglia dei Fed Funds. Ma in un secondo tempo, gli investitori hanno iniziato a temere che la Fed sa qualcosa che a loro ancora sfugge. Che ci sia qualcosa sotto.

La decisione di Jerome Powell e colleghi è arrivata nell’ultima riunione di due giorni di politica monetaria, al termine della quale il braccio FOMC ha confermato il costo del denaro nella forchetta compresa tra il 2,25 e il 2,5%. Si tratta dello stesso livello a cui il costo del denaro negli Stati Uniti fu portato nel dicembre scorso. Allora la Fed annunciò la quarta stretta del 2018. Un risultato largamente atteso, frutto del rallentamento dell’economia Usa.