Sondaggi: Pd primo, sale M5S. Astensionisti sfiorano il 50%

13 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La fiducia nel governo è in crescita di quattro punti percentuali, dice un sondaggio Swg per la Rai diffuso oggi, ma è comunque al 29%, mentre quella nel premier Enrico Letta arriva al 41%.

Se l’esecutivo dovesse cadere, per il 40% degli intervistati (che diventa il 54% degli elettori Pd) Letta dovrebbe appoggiare l’ascesa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi.

Per l’istituto di sondaggi solo il 21% ritiene che Letta dovrebbe candidarsi a premier. Tra i leader, il sindaco di Firenze è invece in continua ascesa, confermandosi al primo posto nell`indice di gradimento con il 51% dei consensi.

Un sondaggio dell’Istituto Piepoli diffuso lunedì scorso indicava invece che il 48% degli elettori di centrosinistra preferirebbero Letta come candidato premier se si tornasse a votare nel 2014, contro il 44% che sostiene Renzi.

Movimento Cinque Stelle di nuovo sopra il 20%, crescita del Pd e lieve flessione del Pdl (-0,3%): sono questi i dati più significativi del monitor politico di Sky Tg24-Tecnè di questa settimana. La rilevazione registra, inoltre, la flessione di Scelta Civica (-0,8%), della Lega (0,3%) e di Sel (-0,2%) mentre crescono i consensi per Fratelli d`Italia. I democratici si confermano, quindi, primo partito con un vantaggio di 1,2 punti sul partito di Alfano e Berlusconi.

Tra le coalizioni prevale, invece, il centrodestra con il 35,2% dei consensi, nonostante la flessione di 0,6 punti percentuali. Il centrosinistra cresce dello 0,3% e si posiziona al 32,6%, facendo registrare un ritardo di 2,6 punti percentuali.

Sempre per quanto riguarda le aree politiche, rispetto alla rilevazione della scorsa settimana, calano i consensi per il centro (-0,6%) e per la sinistra (-0,2%).

Si conferma molto alta la quota degli incerti e dei potenziali astensionisti che questa settimana salgono al 46,7%.

Ulteriore lieve calo della fiducia nel Governo (-0,5%) che continua a risentire del clima politico. I giudizi positivi scendono al 43,4% mentre la quota d`intervistati che non esprime alcun giudizio sale 15,9%, riflettendo il clima d`incertezza sulla tenuta dell`esecutivo.
(Reuters-TMNews)