Sondaggi: M5S si conferma il primo partito

12 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il Movimento Cinque Stelle si conferma il primo partito in Italia. A dirlo sono gli ultimi sondaggi e in particolare la rilevazione condotta dall’Istituto Demopolis per il settimanale L’Espresso. Il periodo di tempo considerato è quello che è andato dal primo al 2 aprile 2017 su un campione stratificato di 1.000 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.

Il Movimento 5 Stelle (M5S) guidato da Beppe Grillo raggiunge il 30,2 per cento dei consensi, seguito dal Partito Democratico che sconta anche la sconfitta dell’ex premier Matteo Renzi e le lotte intestine che hanno portato alla scissione e alla nascita del Movimento Democratico e Progressista, fermandosi al 26,5%. Proprio i dissidenti del PD, secondo un sondaggio Lorien Consulting, si fermerebbero al 2,6 per cento dei consensi.

Il movimento fondato da Grillo e Gianroberto Casaleggio riesce a struttare il suo non essere di sinistra né di destra, che gli consente di rubare voti a Lega Nord e Sinistra Italiana, ma anche PD e Forza Italia. Più distanti dalla coppia di testa la Lega Nord al 12,7%, Forza Italia al 12,3% e Fratelli d’Italia al 5 per cento, che però coalizzati insieme arriverebbero a un totale del 30 per cento.

“L’area di centrodestra sembra aver beneficiato, in termini di consenso, dell’effetto referendum: il peso complessivo dei tre partiti guidati da Salvini, Berlusconi e Meloni raggiunge oggi il 30 per cento, 3 punti in più rispetto al dato del novembre scorso. È però un elettorato in parte disorientato: in un contesto nel quale oltre 14 milioni di italiani dichiarano di collocarsi a destra o nel centrodestra, poco più di 9 milioni voterebbero oggi i tre partiti di Salvini, Berlusconi e Meloni”.

Così afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento. Cala al contempo l’affluenza alle urne: se si votasse oggi sarebbero 66 per cento gli elettori, in netto calo dall’80,5% registrato con le politiche del 2008 e comunque in lieve calo dalla rivelazione del mese di febbraio (67%). Il partito dell’astensione, insomma, sarebbe il vero vincitore delle eventuali elezioni politiche anticipate.

Con l’attuale legge elettorale, alla Camera 83 seggi andrebbero alla Lega, 80 a Forza Italia, 32 a Fratelli d’Italia: 195 in totale, esclusi gli eletti all’estero. Detto questo, la maggioranza di 316 seggi non appare oggi raggiungibile alla chiusura delle urne da nessuno degli schieramenti che si presenteranno all’appuntamento elettorale.