Sondaggi: centro destra post scissione batte PD

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Se analizzati sotto un’ottica diversa da quella dei soliti sondaggisti, gli ultimi dati pubblicati sulle intenzioni di voto hanno del clamoroso.

In pratica, se si tiene conto anche della percentuale di astensionismo, circa due terzi degli italiani voterebbe per partiti contrari a questo Governo.

Se al tasso di astensione, indicato nelle ultime rilevazioni al 33-34%, si aggiungono la percentuale di preferenze ottenute da MoVimento 5 Stelle, Sel, Lega e Forza italia – che sfiorano insieme il 50% del totale dei voti a disposizione – si arriva a quasi al 75% di cittadini che sono anti governativi.

Sebbene ufficialmente ancora al Governo, presto i gruppi parlamentari della rianta Forza Italia si staccheranno dal resto del centro destra al potere, se non altro per ragioni e fini politici.

La politica è sempre più schizofrenica, visto che il centro destra sia all’opposizione, sia al governo guadagna, rubando voti ai moderati di centro come Lista Civica e UDC, che pagano i problemi interni.

Il sondaggio condotto da Ipsos per Ballarò e presentato ieri sera da Nando Pagnoncelli si concentra nel quadro rinnovato che vede un nuovo assetto del centrodestra conseguente alla scissione del PdL.

La prima novità delle intenzioni di voto espresse in settimana è che il centrodestra, formato ora da Forza Italia e dal Nuovo Centrodestra, ottiene più punti rispetto all’ultima rilevazione, attestandosi al 35% contro il 34,4% del centro sinistra. Il centro ottiene il 6%.
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Il nuovo partito di Berlusconi ottiene infatti il 20,7% delle preferenze mentre il Nuovo Centrodestra tocca quasi l’8%, e quindi i due partiti insieme raccolgono il 28,5%, circa due punti in più rispetto al risultato del PDL della scorsa settimana. La divisione del PDL sembrerebbe quindi essere una strategia positiva per il Centrodestra, che si trova ad accogliere anche i voti dei “moderati” che prima appartenevano al Centro (ora in collasso, dopo il caos d Scelta Civica ed il divorzio dall’UDC) o che facevano parte degli astenuti.

Il PD intanto rimane il primo partito superando il 30% dei voti, mentre il Movimento 5 Stelle è in sostanziale parità con Forza Italia al 20,8%.