SOLDI IN FUGA
DALL’ ITALIA

19 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Non solo casi clamorosi come quello di Valentino Rossi, ma soprattutto società che simulano il trasferimento della propria residenza fiscale in paesi esteri, sottraendo così al Fisco italiano i redditi prodotti o i compensi ricevuti. È un fenomeno ben noto, quello della cosiddetta «esterovestizione» della residenza fiscale, e che tuttavia accanto all’altro fenomeno delle stabili organizzazioni di soggetti esteri che operano in Italia, ha acquisito negli ultimi tempi un notevole rilievo.

Ecco i dati più aggiornati: negli ultimi due anni e mezzo (dal 2005 a tutto giugno 2007) la Guardia di Finanza ha individuato ben 5,6 miliardi di basi imponibili sottratte a tassazione sul fronte delle imposte dirette, e circa 410 milioni di Iva. Il 25% dei redditi evasi scoperti in seguito a un laborioso lavoro di intelligence ( 1,4 miliardi)si può ricondurre all’accertamento di localizzazioni artificiose all’estero della residenza fiscale, per lo più da parte di società di capitali. Il numero complessivo di interventi eseguiti dagli “OO7” delle Fiamme Gialle su questo fronte è 53, 16 dei quali diretti a persone fisiche (24 milioni di imponibili evasi), 37 a società (1,3 miliardi).

Ammontano invece a oltre 4,2 miliardi gli imponibili evasi da stabili organizzazioni di soggetti esteri che operano nel nostro Paese. In gran parte si tratta di società attive nel settore del commercio di beni a largo consumo: materiale di cancelleria per l’ufficio, prodotti audiovisivi ad alto contenuto tecnologico, attrezzature per lo sport e il tempo libero.

«Il fenomeno dell’evasione fiscale internazionale è da tempo alla nostra attenzione nell’ambito dei piani di controllo annuale, poichè rappresenta una fetta importante dell’economia sommersa, per le cifre in gioco e per i metodi sofisticati di aggiramento delle regole di tassazione, che possono alterare i meccanismi di concorrenza di mercato danneggiando i contribuenti onesti», osserva il Generale di Brigata, Giuseppe Vicanolo, capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza. Il caso del campione di motociclismo Valentino Rossi è forse quello più eclatante in termini mediatici, ma nel mirino- spiega il generale – sono finiti anche chirurghi estetici e direttori d’orchestra di livello internazionale.

Niente nomi, ma l’identificazione di un fenomeno al quale le Fiamme Gialle stanno dedicando particolare attenzione. Per le società, gli strumenti di occultamento dei redditi prodotti sono molto più sofisticato, richiedono un attento lavoro di intelligence, e il vecchio sano fiuto dell’investigatore. Il messaggio rivolto a chi evade è che il rischio di essere controllati «non è ipotetico, ma concreto e gli strumenti investigativi sono efficaci, approfonditi e rigorosi, per cui non c’è sotterfugio che tenga».

Gli interventi effettuati negli ultimi due anni e mezzo- il dato è di un certo interesse- sono stati disposti «al netto» delle convenzioni internazionali stipulate tra l’Italia e i vari Paesi coinvolti per evitare la doppia imposizione. Vale a dire che si è agito anche sui meccanismi di aggiramento di particolari clausole contenute nelle convenzioni: fenomeni che le Fiamme Gialle qualificano come di «utilizzo fraudolento della clausole delle convenzioni».

Redditi in fuga verso Paesi con tassazione più favorevole, come la Repubblica di San Marino, oggetto di «particolare attenzione », da parte della Guardia di Finanza, poichè dei complessivi 4,2 miliardi di redditi imponibili evasi, ben 1,2 sono riconducibili a San Marino solo nell’ultimo anno. In molti casi l’indagine di polizia economica e finanziaria è scattata a seguito dell’avvio di un’indagine giudiziaria. Ed è lì che interviene il lavoro di intelligence: «Con la globalizzazione, abbiamo investito sempre più nella specializzazione.
Accanto all’indagine contabile agisce l’indagine sui flussi finanziari». Passaggio fondamentale, «perché se i conti si possono truccare, i soldi lasciano traccia».

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