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Per British Telecommunications è iniziata la fase di ristrutturazione che si accompagnerà a una forte politica di espansione sul continente. Annunciato l’acquisto del 50% di Telfort dalle Ferrovie olandesi.
Il primo Mibtel, sull’onda del crollo di ieri del Nasdaq, segna -1,42%, subito peggiorato. Tecnologici e telefonici, passando per i media: quasi tutto il listino è in perdita. Una rara eccezione il titolo Eni. Attesa per la riunione della Bce di oggi.
Non si può proprio ignorare un ribasso del 7% quale si è registrato ieri a New York. Molto pesante Parigi, che lascia in apertura oltre il 2%. Come accade di solito in situazioni penalizzanti per la New Economy, regge la Borsa di Zurigo, meno esposta.
Il mercato e’ tornato orso, almeno nel settore high-tech e il tabellone elettronico del Nasdaq ha vissuto un altro bagno di sangue con una cessione superiore al 7%.
Laurence Meyer, uno dei governatori della Fed stima che la crescita abbia superato dell’1% la soglia di sicurezza. Spetta alla politica monetaria raffreddare la corsa e contrastare l’inflazione.
Per 16,8 miliardi di lire la Seat ha comprato la maggioranza della società romana che ha 21 mila abbonati a Internet a pagamento.
La piu’ grande catena mondiale di fast-food cresce piu’ in fretta in Asia e in Europa. Per gli Usa pronte le nuove insalate.
La societa’ leader australiana nel settore delle telecomunicazioni spera di occupare una posizione dominante nel mercato asiatico, investendo 3 miliardi di dollari in Pacific Century CyberWorks.
A meta’ giornata le perdite del Nasdq superano il 3% portando l’indice al di sotto di quota 4.000, in rosso sull’anno, dopo aver cancellato tutti i guadagni dal primo gennaio. Fattore del calo: Microsoft.
Grazie alla divisione Tv via cavo e a quella editoriale, in netto recupero, gli utili del gigante dei media hanno raggiunto i 5 centesimi ad azione, superando le aspettative.