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La societa’, approdata sul mercato il mese scorso, ha annunciato un aumento del 20% sugli utili grazie alla crescita delle vendite di polizze sulla vita.
Alla soglia di meta’ giornata il tabellone elettronico del Nasdaq si mantiene stabile sulle perdite accumulate in mattinata. La volatilita’ costringe l’indice Dow Jones a una continua altalena attorno alla soglia di parita’.
Tranne Zurigo che si è fermata a +0,99%, tutte le altre piazze del Vecchio Continente hanno visto calare pesantemente i propri indici. Anche qui l’ordine è stato di vendere telefonici e tecnologici.
Piazza Affari si ferma con il Mibtel in rosso dell’1,65% e il Mib 30 ancora peggio a -1,87%. Il tema portante della seduta è stato l’ordine di vendere i titoli delle telecomunicazioni e quelli tecnologici.
Almeno il 20% del secondo gestore telefonico italiano sara’ gettato sul mercato. La decisione sara’ formalizzata entro un mese.
Il gruppo tessile ha registrato un utile netto di 814 milioni di lire, in crescita rispetto ai 719 milioni dei primi tre mesi del ’99. I ricavi sono passati a 136,9 miliardi (132,8 nel gennaio-marzo ’99).
Mentre il Nasdaq si mantiene stabile in negativo per la debolezza dell’high-tech, l’indice delle Blue Chip oscilla nervosamente attorno alla soglia di parita’.
L’istituto di credito del Gruppo Unicredito Italiano ha chiuso i primi tre mesi del 2000 con un utile netto di 127,5 miliardi e una redditività in forte crescita.
In linea con i mercati europei, il calo del settore delle telecomunicazioni si fa sempre più pesante. Le Tim cedono il 4,93%, le Olivetti il 4,69%, le Tecnost il 4,51% e le Telecom il 3,61%.
A poco piu’ di un’ora dall’apertura delle contrattazioni, l’indice delle Blue Chip segue il Nasdaq sulla china dei ribassi, cancellando i guadagni di una partenza brillante.