SocGen: il rischio maggiore per l’economia globale

22 Giugno 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Pur rappresentando un evento destabilizzante, la Brexit non è il rischio maggiore che corre l’economia globale. Un pericolo ben maggiore è invece costituito dalla Cina, la seconda economia al mondo che rischia di subire un atterraggio molto duro della sua economia dopo anni di crescita spropositata.

Le autorità hanno perso il controllo e non sanno più cosa fare per evitare lo scoppio della bolla creditizia. Il tutto mentre lo yen continua a essere svalutato nel disperato tentativo di alimentare le esportazioni di prodotti fabbricati con manodopera a basso costo.

Il percorso di riforme strutturali non sta andando come previsto e secondo lo strategist ribassista Albert Edwards, la Cina è un rischio per l’economia di tutto il mondo da non sottovalutare. Basta vedere a quanto è successo durante il Black Monday ad agosto dell’anno scorso.

“La nostra attenzione si è spostata in Cina. Il paese si è imbarcato in una massiccia svalutazione dello yuan. Il suo nuovo indice dello yuan, che mette a confronto la divisa con un paniere di valute concorrenti, è sceso del 10% appena prima della prima svalutazione di agosto 2015″ (si veda linea bianca in grafico sotto).

Da allora i cali sono proseguiti anche se da gennaio il tasso di cambio yuan dollari si è stabilizzato. Secondo il Wall Street Journal si tratta probabilmente di una scelta politica presa deliberatamente. Mantenere la stabilità è diventato l’obiettivo principale delle autorità cinesi.

La Cina sta esportando la sua deflazione e ne ha molta da esportare. Nell’era dei tassi negativi, i paesi hanno bisogno di svalutare per scongiurare la deflazione. Se per esempio la sterlina crolla dopo un eventuale vittoria dei no all’Europa nel referendum sulla Brexit, “almeno l’economia britannica riuscirà a evitare lo spauracchio della deflazione totale“.