Smottamenti sismici sui mercati, miliardi convergono in questi fondi

18 Aprile 2017, di Daniele Chicca

Per chi investe nell’azionario Usa essere passivi paga. Nell’ultimo decennio c’è stato uno spostamento drastico di strategia dalla gestione attiva a quella passiva, ovvero dai fondi comuni ai fondi di investimento legati agli indici di mercato. Si tratta di “smottamenti sismici” sui mercati finanziari che hanno fatto convergere miliardi di dollari nei fondi indicizzati e altri ETF simili.

Una norma proposta formalmente nell’aprile del 2016 e promossa nel febbraio di due anni fa dal presidente Obama ha accelerato tale tendenza. Se dovesse passare nonostante la contrarietà del presidente Donald Trump verrebbero introdotti degli standard di “condotta imparziale” per far si che i consulenti finanziari agiscano nel miglior interesse dei clienti. Significherebbe per i consulenti dover trovare il miglior fondo di investimento possibile per i cliente e non più limitarsi a trovare un’opzione accettabile tenuto conto del grado di tolleranza al rischio di un investitore.

Di solito la migliore opzione è anche quella più economica, in generale i fondi legati agli indici, ossia quelli che ne ricalcano l’andamento. In vista del cambiamento all’assetto dei regolamenti, la comunità finanziaria si è dovuto adeguare in fretta e gli equilibri sono cambiati nettamente, con gli attivi in gestione che si sono orientati in massa verso i fondi indicizzati.

I soldi in uscita dai fondi comuni a gestione attiva nell’azionario Usa sono saliti a quota $264,5 miliardi nel 2016, mentre il denaro in entrata nei fondi passivi e negli ETF è stato pari a $236,1 miliardi, secondo i dati forniti da Morningstar e Vanguard Group citati dalla Cnbc. Si tratta della variazione maggiore su anno solare negli ultimi dieci anni, un periodo durante il quale più di mille miliardi di dollari in gestione nell’azionario americana sono passati dalla gestione attiva a quella passiva.