Smartworking: società Usa pagano l’arredamento ai dipendenti

5 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Sempre più aziende negli Usa pagano l’arredamento da ufficio per i dipendenti in smartworking.
La diffusione dello smart working negli Stati Uniti è aumentata drasticamente in seguito alla pandemia e numerose aziende si stanno organizzando come se il cambiamento potrebbe essere strutturale.
Pertanto, una società americana su cinque starebbe elargendo ai propri dipendenti da remoto un contributo per rendere più produttivo l’ambiente domestico: denaro, dunque, per l’acquisto di lampade, scrivanie e poltrone ergonomiche.

Cresce il numero di persone che lavorano da casa

Solo il 14% dei dipendenti americani lavorava in smart working prima dell’emergenza coronavirus, ora, secondo la consultancy Willis Towers Watson, la quota sarebbe salita al 60%.
Secondo un sondaggio condotto da Aon su circa 1.400 compagnie americane, oltre una su cinque afferma di aiutare economicamente i propri dipendenti ad acquistare gli strumenti necessari per lavorare da casa con efficienza.
Un’altra indagine effettuata da Mercer, inoltre, ha evidenziato che oltre il 14% delle società Usa sta contribuendo all’acquisto di pezzi di arredamento ergonomico per i dipendenti in smart working, e che circa il 33% sta rimborsando la spesa effettuata per l’acquisto del computer portatile.

“Sembra che le aziende stiano dicendo: Vogliamo essere sicuri che siate a vostro agio e produttivi”, ha affermato a Cnbc Danielle Lackey, chief legal officer presso la società di gestione della forza lavoro Motus. “Ora che questa sembra essere una tendenza a lungo termine”, l’attenzione delle aziende sembra essersi spostata dal pagamento delle bollette, al contributo per l’acquisto dei dispositivi necessari all’home office, ha affermato Lackey.

Fra le società che hanno intrapreso questa strada ci sono, ad esempio, Twitter e l’e-commerce Shopify, che hanno predisposto un contribuito per i loro dipendenti da 1.000 dollari, con lo scopo di favorire l’aggiornamento dell’ambiente domestico alle necessità di un vero ufficio.

Una tendenza destinata a durare

In Italia, come nel resto del mondo, lo smart working si è rivelato un alleato fondamentale per consentire la continuità delle prestazioni lavorative in condizioni di chiusura totale della vita sociale.
Anche quando le misure di distanziamento saranno completamente superate, quella di poter lavorare da casa potrebbe rimanere, se non altro, un’aspirazione ben più forte di prima. E’ quanto è emerso da un sondaggio condotto negli Stati Uniti da Cnbc/Change Research, su un campione di 5.787 potenziali elettori.

Secondo i risultati dell’indagine, solo il 9% degli intervistati lavorava completamente da casa prima della pandemia, mentre un ulteriore 14% lo faceva solo occasionalmente. Oggi, invece, lo smart working (termine maccheronico che assume significato solo in Italia) è la modalità di lavoro adottata dal 42% degli americani.