Silvio scatenato: associazione a delinquere tra le toghe

1 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street
Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Da “La Republica”

Di Marco Bracconi, con la collaborazione di Francesco Cocco

IL CASO

(WSI) –E’ passata da poco la mezzanotte. Il 29 settembre, giorno del suo 74esimo compleanno, Silvio Berlusconi scende sotto Palazzo Grazioli per incontrare un gruppetto di fan. Parla a ruota libera. Un mini-comizio davanti ad una decina di ragazzi e ragazze. Un discorso quasi privato. Ce n’è per tutti: dall'”associazione a delinquere” dentro la magistratura al pm De Pasquale, dai “sagrestani” della politica a Michele Santoro. Fino all’ennesima barzelletta sugli ebrei.

GUARDA IL VIDEO

Leggende sui giornali. “Vedete… si formano tante leggende metropolitane… io sono costretto ogni giorno a smentire attraverso Bonaiuti, che ormai si è rincoglionito su questo fatto (risate), e tutte le mattine devo dire che le affermazioni riferite al presidente del Consiglio e riportate sui giornali sono tutte false”.

Io contro tutti. “Io ho contro la sinistra, il centro, i giornaloni, i giudici… Tu sei un giudice? (rivolto ad una della persone che ha davanti, ancora risate)… E poi sui giudici voglio dirvi una cosa, affinché abbiate la consapevolezza di ciò che succede…”.

Una associazione a delinquere dentro la magistratura. “C’è un processo, il processo Mills, che è tutta una barzelletta. Il pm di Milano, De Pasquale, che è quello che ha attaccato Craxi, fatto morire Cagliari (Gabriele, ndr), visto che il processo sta arrivando alla prescrizione si è inventato la seguente storia: il reato di corruzione c’è quando il corruttore dà i soldi al corrotto. Ma per lui no, si è inventato che c’è il reato di corruzione soltanto quando il corrotto comincia a spendere i soldi. Per cui se il corrotto è uno che risparmia, il reato non è stato consumato… la cosa drammatica e tragica è che tre diversi collegi, primo grado, secondo grado, appello e Cassazione, hanno asseverato questa tesi, dimostrando quindi che c’è un accordo tra i giudici di sinistra che vuol sovvertire il risultato elettorale, e che attraverso questo accordo, questa interpretazione assurda della giustizia, vogliono eliminare colui che è stato eletto… quindi c’è un macigno sul nostro sistema democratico, che è costituito da questa organizzazione interna… ci sarebbe da chiedere una commissione parlamentare che faccia nomi e cognomi e dica se, come credo io, c’è una associazione a delinquere nella magistratura”

In Italia comandano i pm. “Quando esce una legge che al pm non va, lui la impugna e la porta all’attenzione della Costituzionale e la Corte la abroga. Ad esempio, noi facemmo una legge in base alla quale un cittadino italiano sottoposto a un processo, quando veniva giudicato innocente, non poteva essere più chiamato in appello per lo stesso reato. Per i giudici invece è prassi farlo, perché al pm magari quella persona sta antipatica, oppure ha un pregiudizio politico. Ma se per i giudici è un mestiere, e sono pagati per quello, per un cittadino è la rovina, sia dal punto di vista familiare che economico. La nostra era la legge più giusta e il 90% dei cittadini era d’ accordo, e l’hanno abrogata i giudici della Corte Costituzionale. E allora ditemi: in che mani è la sovranità del Paese? E’ nelle mani dei pm di sinistra. Scrutate il cielo perché ci sono gli angeli che stanno certamente vegliando su di noi e ci difendono dai giudici”.

“Sono disperato”. “Dovete essere sicuri che io sono disperato, certe volte. Tutte le volte che c’è un processo che mi riguarda mi danno dell’impunito. E invece nessuno, nemmeno uno dei fatti che mi sono contestati nei processi sono fatti veri”.

Tv devastante. “Quando accendo la televisione, alla sera, è una cosa devastante. A parte che adesso è ricominciato AnnoZero (brusio di disapprovazione)… non c’è alcun contraddittorio”.

I problemi nel Pdl e i sagrestani della politica. “Questi che vengono fuori dalle sagrestie della politica, che hanno nella attività politica l’unica loro professione, hanno bisogno dei partiti così come delle imprese proprie, per avere i soldi dei gruppi in Parlamento, i soldi dello Stato per le elezioni, i finanziamenti… hanno bisogno di un giornale attraverso cui raccogliere i soldi… sono veri e propri imprenditori della politica”.

La barzelletta sugli ebrei. “Un ebreo racconta a un suo familiare… Ai tempi dei campi di sterminio un nostro connazionale venne da noi e chiese alla nostra famiglia di nasconderlo, e noi lo accogliemmo. Lo mettemmo in cantina, lo abbiamo curato, però gli abbiamo fatto pagare una diaria… E quanto era, in moneta attuale? Tremila euro… Al mese? No al giorno… Ah, però… Bè, siamo ebrei, e poi ha pagato perché aveva i soldi, quindi lasciami in pace… Scusa un’ultima domanda… tu pensi che glielo dobbiamo dire che Hitler è morto e che la guerra è finita?… Carina eh?”

Una ragazza al giorno. “Io colleziono una storiella al giorno… e anche una ragazza al giorno”

“Domani vado in Parlamento”. “Domani sono in Parlamento per otto ore, quante me ne diranno…(i ragazzi gli dicono ‘noi arriviamo a 316’)… sì, e allora mettetevi in lista che la prossima volta… metà donne, e poi tutti giovani… perché anche io lo dico: nel nostro partito di vecchio ci basto io, tutti gli altri devono essere giovani”.

Copyright © La Repubblica. All rights reserved