“Siamo impreparati alla prossima crisi. Ci strangolerà”

19 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

A dieci anni dalla grande recessione del 2008, i politici che l’hanno contrastata in prima linea temono che gli Stati Uniti non siano oggi adeguatamente armati per la prossima crisi economica. Così l’ex presidente della Federal Reserve Ben Bernanke e gli ex segretari del Tesoro Timothy Geithner e Henry Paulson temono che gli americani possano aver dimenticato le lezioni della crisi finanziaria.

Oggi, avvertono i tre nel corso di una tavola rotonda, l’America non ha gli strumenti per contrastare la prossima crisi finanziaria. “Una delle lezioni più potenti arrivate da questa crisi dovrebbe essere che si deve lavorare molto duramente per assicurarsi che le difese siano solide”, così Geithner secondo l’Associated Press.

“Abbiamo lasciato che il sistema finanziario superasse le protezioni che abbiamo messo in atto nelle grandi depressioni e… abbiamo reso il sistema molto fragile e vulnerabile al panico”.

Sotto accusa i regolamenti bancari poco rigidi e un’eccessiva assunzione di rischi che hanno contribuito a far sprofondare gli Stati Uniti nella peggiore crisi economica dalla Grande Depressione degli anni Trenta. Quasi 9 milioni di persone sono state licenziate dopo la crisi di 10 anni fa, e la lentezza della successiva ripresa, così come l’esacerbata disuguaglianza di reddito, ha portato a un malcontento diffuso che si è manifestato in un ampio contraccolpo populista. Inoltre, dicono i tre, i repubblicani del Congresso e il presidente Donald Trump stanno compiendo tanti sforzi per smantellare parte della legge Dodd-Frank, che ha rafforzato la regolamentazione governativa del settore finanziario per colmare le lacune che hanno consentito alle banche di adottare comportamenti così rischiosi.

Secondo gli ex funzionari dell’economia le modifiche apportate – come l’esenzione di alcune banche più piccole dai requisiti più rigorosi della legge  – finora avevano senso, ma le riforme successive alla crisi hanno rafforzato il sistema bancario e reso più facile la chiusura delle grandi banche piuttosto che rendere necessari i salvataggi statali. Bernanke, governatore  sotto le amministrazioni George W. Bush e Barack Obama, ha anche sottolineato la preoccupazione per il debito degli Stati Uniti, ora pari al 77% del prodotto interno lordo (PIL) – il doppio del livello del 2007.

“Se non agiamo, questa è la crisi fiscale o economica più sicura che avremo”, ha detto Paulson. “Ci strangolerà lentamente”.