Siae sotto attacco hacker: chiesti 3 milioni in Bitcoin, che non pagherà

20 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

Un attacco informatico degli hacker di tipo ransomware ha colpito la Siae, la società che tutela il diritto d’autore degli artisti, con una richiesta di riscatto in Bitcoin per un controvalore da 3 milioni di euro.
I malviventi, affiliati al gruppo Everest, hanno sottratto 60 gigabyte di dati relativi agli artisti iscritti alla Siae, comprensivi di informazioni personali come indirizzi e dati relativi alle carte d’identità.

La società ha reso noto che la richiesta di riscatto era stata avanzata lo scorso 18 ottobre e che non è stata soddisfatta poiché le garanzie fornite sulla restituzione dei materiali sottratti non sono state soddisfacenti. Di conseguenza, i criminali informatici hanno proceduto alla messa in vendita di parte dei dati, circa 28mila documenti, sul dark web.

“La Siae non darà seguito alla richiesta di riscatto. Abbiamo già provveduto a fare la denuncia alla polizia postale e al garante della privacy come da prassi. Verranno poi puntualmente informati tutti gli autori che sono stati soggetti di attacco” ha dichiarato all’Ansa il direttore generale della società, Gaetano Blandini, “monitoreremo costantemente l’andamento della situazione cercando di mettere in sicurezza i dati degli iscritti della Siae”.

Hacker e ransomware: un fenomeno in crescita

“Il numero di attacchi ransomware potrebbe di molto aumentare prima che la situazione migliori”, aveva affermato lo scorso 13 ottobre Scott Sayce, Global Head of Cyber di Allianz Global Corporate & Specialty, “non tutti gli attacchi sono mirati, i criminali adottano la strategia di ‘sparare nel mucchio’ colpendo quelle aziende che non stanno affrontando o non hanno chiare le proprie vulnerabilità. Come assicuratori, dobbiamo continuare a lavorare con i nostri clienti per aiutarli a capire la necessità di rafforzare i loro controlli interni. Allo stesso tempo, nell’attuale mercato assicurativo cyber in rapida evoluzione, fornire servizi di risposta alle emergenze, così come un risarcimento economico, è ormai lo standard”.