“Si è aperta fase ribassista dollaro, reflazione in vista”

18 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Un crollo economico sarebbe imminente, dietro  mercati in crescita. Secondo Peter Schiff, amministratore delegato di Euro Pacific Capital e veterano delle previsioni di mercato, l’indebolimento del dollaro sarebbe solo agli inizi.

“Abbiamo appena cominciato un lungo periodo di mercato ribassista del dollaro che provocherà un picco dei prezzi del petrolio”, sostiene Schiff, secondo cui il greggio raggiungerà gli 80 – 100 dollari a barile nel 2018, dai 63 a cui è scambiato al momento. Il petrolio è solo un esempio dell’inflazione che aiuterà a far crollare il dollaro.

Quando il prezzo del petrolio sale, si riflette sull’economia, tanto che si può pensarlo come una “gigantesca tassa ai consumatori”, dice Peter Schiff. Ma la Federal Reserve è ancora preoccupata che i prezzi non salgano abbastanza e che l’inflazione non raggiunga l’obiettivo del 2%.

“Il declino del dollaro sta iniziando. Tutto ciò che può andare storto, andrà storto. Non stiamo andando incontro alla crescita economica ma all’inflazione“, spiega Peter Schiff.

E l’inflazione non è positiva per una moneta perché significa perdita di potere d’acquisto. Quando il pubblico e gli investitori pensano che non ci sarà inflazione, sbagliano, secondo Schiff, perché tutto quello che sta succedendo nei mercati obbligazionari, valutari e delle materie prime sta facendo crescere l’inflazione. Si tratta di reflazione, che segue a una fase di deflazione.

L’ad di Euro Pacific Capital conclude la sua analisi, diffusa nei podcast su YouTube, con una previsione pessimistica sui mercati obbligazionari. Questi dopo la fase rialzista sarebbero sul punto di crollare e il rischio non sarebbe mai stato così alto. La Fed cercherà di rispondere al crollo non alzando i tassi, il che porterà all’implosione del dollaro.