Shutdown, Trump non cede sul muro. Pensa a emergenza nazionale

7 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Donald Trump non fa nessun passo indietro sul muro con il Messico. E per tentare di superare l’impasse con i democratici, prova a modificare le carte in tavole, proponendo la costruzione di un muro in acciaio invece che in cemento.

Questa la proposta dell’inquilino della Casa Bianca mentre lo shutdown, cioè il blocco di tutte le attività amministrative dovuta al disaccordo sul bilancio, entra al 16esimo giorno e 800mila dipendenti statali rischiano di restare senza stipendio.

“Sarà realizzato in acciaio, sarà meno invadente ma sarà forte e siamo in grado di utilizzare le nostre grandi aziende per farlo d’acciaio. Siamo sul punto di costruire una barriera d’acciaio e questo ci dà una grande forza al confine” ha detto Trump.

La rivelazione è arrivata dopo un incontro tra il vicepresidente Mike Pence e i leader democratici al Congresso Nancy Pelosi e Chuck Schumer, a lavoro per cercare di sbloccare i negoziati arenati, appunto, sul muro per bloccare i migranti.

Un’opera che la speaker democratica della camera Pelosi ha definito immorale rifiutandone il finanziamento ma il presidente non ha intenzione di fare passi indietro. Nei giorni scorsi Trump aveva anche ventilato l’ipotesi di dichiarare “l’emergenza nazionale, per liberare fondi da altre agenzie governative per aiutare a finanziare il muro”.

“Sì, potrei farlo perché c’è in gioco la sicurezza del Paese”, ha detto, confermando l’indiscrezione dei media, rispondendo a una domanda dei giornalisti.

Trump ammette di aver valutato e che potrebbe farlo a meno di un accordo con i leader del Congresso.