Shanghai +3,3%. Mercato sottomesso allo stato. Nuove misure contro vendite scoperto

4 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Lotta contro gli attacchi speculativi in Borsa in Cina, il divieto di short selling diventerà la norma?

Balzo della borsa di Shanghai, con l’indice Shanghai Composite che ha più che raddoppiato i guadagni nel pomeriggio, sulla scia della notizia dell’intenzione delle autorità di Pechino di rafforzare gli interventi contro le operazioni di vendite allo scoperto delle azioni.

I due principali mercati azionari della Cina di Shanghai e Shenzen, avrebbero messo a punto nuove regole che renderebbero ancora più complicato per gli speculatori riuscire a trarre profitto dalle oscillazioni dei corsi azionari, tanto che Citic Securities, China Great Wall Securities e Huatai Securities hanno annunciato che sospenderanno temporaneamente i loro servizi di vendite allo scoperto.

Le piattaforme di Shanghai e Shenzhen hanno, con comunicati stampa differenti, reso noto nella notte di lunedì che le regole, con effetto immediato, impedirano ai trader di prendere in prestito e ripagare le azioni entro l’arco della stessa giornata.

Si intensifica ulteriormente lo sforzo delle autorità di mercato cinesi di fare il possibile per prevenire un ulteriore collasso dei mercati, che hanno perso già il 30% circa del loro valore dal picco testato a giugno.

Le nuove regole, secondo Samuel Chien, socio dell’hedge fund BoomTrend Investment Management, con sede a Shanghai, sono “apparentemente volte ad aumentare il costo delle operazioni short sul mercato, smorzando le pressioni di vendita sul mercato”. Come precisato da Bloomberg, di fatto gli investitori che prendono a prestito le azioni dovranno ora attendere un giorno per ripagare i debiti.

Aumentano inoltre le indagini sulle società che fanno trading in Cina. Citadel, hedge fund con sede negli Usa, ha confermato di recente che le autorità che vigilano sulla borsa cinese hanno posto restrizioni sulle operazione di trading di uno dei conti che gestisce nel paese.

“Citadel ha investito nell’area attivamente per 15 anni e ha sempre adottato un dialogo costruttivo con le autorità, anche nel corso della recente volatilità di mercato”, si legge nella nota diffusa dal fondo.

Sullo sfondo si stanno impennando i prezzi della carne di maiale, +21% in un anno. E’ proprio questo balzo delle quotazioni – la carne di maiale è tra le principali componenti dell’indice dei prezzi al consumo in Cina – a frenare ulteriori manovre di politica monetaria espansiva. Ed è proprio tale fattore, secondo alcuni analisti, a presentare lo spettro di disordini sociali, più del crollo delle azioni. (Lna) [ARTICLEIMAGE]