SETTORE AEROSPAZIALE: IMPATTO TAGLI BOEING

25 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Boeing (BA) ($29,40, PE:8) ha deciso di licenziare 30.000 dipendenti entro la fine del 2002, dopo la cancellazione degli ordini seguita all’attacco terroristico agli USA dell’11 settembre e ha previsto anche un calo del 7% nelle consegne di jet commerciali rispetto al livello di 538, stima precedente alla data dell’attacco.

“Chiunque abbia un’esposizione al settore aerospaziale commerciale affronta ora una condizione di mercato che richiede molti meno aerei del previsto”, ha commentato a Wall Street Italia Ted Cho, analista di Bank of America.

Circa due terzi della divisione di aerei commerciali di Boeing e’ situata nell’area di Seattle, quindi direttamente o indirettamente il colosso aerospaziale conta per circa il 12% dell’occupazione della zona. Pertanto, i licenziamenti potrebbero costare complessivamente alla regione 40.000 posti di lavoro.

Poiche’ circa il 65% degli aerei di linea di Boeing sono disegnati e prodotti da societa’ appaltatrici o da partner in Europa e Asia, molte – tra cui l’italiana Alenia Aerospazio, la giapponese Mitsubishi e le americane Honeywell International (HON) ($24,04, PE:31) e Goodrich (GR) ($17,16, PE: 4) – verranno colpite negativamente dai tagli.

Gli analisti, pero’, pensano che la situazione di Boeing sia migliore di quanto non lo fosse durante il calo economico di cinque anni fa grazie alla sua diversificazione.
“Pensiamo che gli utili per azione rimarranno positivi”, ha commentato Cho. “L’attivita’ aerospaziale commerciale registrera’ un calo nel fatturato, ma la divisione difesa continuera’ a crescere e a registrare un aumento del 10%-12% nel fatturato.

Un sondaggio di First Call tra 17 analisti ha rivelato che 5 di questi si sono espressi con una nota “strong buy” sul titolo Boeing, 4 con un giudizio “buy”, mentre altri 8 hanno pronunciato un giudizio “hold”.

Quasi certamente Boeing trarra’ beneficio dall’aumento della spesa militare, in quanto e’ la seconda societa’ americana di aerei da combattimento, ha una divisione di produzione missili in crescita e produce gli aerei utilizzati per il trasporto di truppe e materiali.

Nell’ultimo anno fiscale la divisione militare – i cui 45.000 dipendenti non verranno toccati dai tagli – ha generato meno di un quarto del fatturato aziendale, ma circa un terzo degli utili operativi. Nel 2000 Boeing ha registrato utili netti di $2,1 miliardi su un fatturato di $51,3 miliardi.

La previsione del calo degli ordini pero’, non e’ una buona notizia, almeno nel breve termine. Per il 2002 infatti, Boeing ha gia’ previsto una riduzione delle consegne di 100 aerei a circa 400 – ognuno dei quali costa $215 milioni.

Gli analisti pensano quindi che Boeing debba dimostrare di essere piu’ di un produttore di aerei commerciali e che le divisioni militare, spaziale e comunicazione siano in grado di controbilanciare il calo economico.