Semplificazioni fisco: altra fiducia, parlamento ancora complice

19 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Via libera atteso dell’Aula della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto di semplificazione fiscale. I voti a favore sono stati 479, i voti contrari 71, le astensioni 10. Il parlamento si rende cosi’ ancora una volta complice.

La votazione finale sul provvedimento e’ in programma sempre oggi alle 13:30, come stabilito alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Con questa richiesta, il governo Monti tocca quota 15 fiducie dall’inizio della legislatura, compresi i due voti ottenuti dal Parlamento al momento dell’insediamento. Sono tante. Un’esagerazione per una legislatura iniziata appena cinque mesi fa.

Il decreto presenta una decina di novità dell’ultim’ora: correzioni chieste, per motivi di copertura, dalla Commissione Bilancio e recepite dalla Commissione Finanze della Camera. Tra queste una norma che rischia di mettere un’ipoteca sulle eventuali agevolazioni Imu per anziani e disabili, che vivono nelle case di cura o negli ospizi, e per gli italiani che risiedono all’estero e che hanno una casa in Italia non affittata: se i comuni vorranno agevolarli, facendo pagare loro l’imposta con l’aliquota sulla prima casa anzichè l’aliquota ordinaria, dovranno farsi carico di tutta l’agevolazione. Lo Stato non dovrà rimetterci. Resta dunque la facoltà in capo agli enti locali, ma diventa più onerosa e forse più difficile da attuare.

Dalle novità sull’Imu alla cancellazione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze tv, dal rinvio per il conto corrente dei pensionati ai nuovi tagli ai ministeri: il decreto fiscale oggi esce nella sua formulazione di fatto definitiva arricchito di una serie di norme. Alla Camera stavano per entrare anche le nuove regole sul finanziamento pubblico dei partiti, dichiarate poi inammissibili per estraneità di materia. Nessun sbarramento in questo senso invece per l’emendamento del governo sull’asta frequenze tv, che lascia il segno nei rapporti tra il governo e il Pdl. Se il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera oggi ha sottolineato che la norma non esclude nessuno dalla gara, dal Pdl l’ex ministro Paolo Romani ha replicato: “Passera studi le carte”.