Case vacanza, prezzi in calo nei primi sei mesi dell’anno

3 Settembre 2019, di Alberto Battaglia

Il prezzo delle seconde case ad uso turistico ha subito una lieve contrazione nei primi sei mesi del 2019, con dinamiche divergenti fra località di mare, lago o montagna e all’interno delle varie regioni italiane. Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha analizzato le compravendite intermediate dalle reti Tecnocasa e Tecnorete, la flessione rispetto al semestre precedente è stata dello 0,3% nelle località di mare, dell’1,9% in quelle di montagna e dello 0,2% in quelle di lago. Allargando lo sguardo a un decennio fa (primo semestre del 2009), il confronto è impietoso: i prezzi sono scesi rispettivamente del 37,5%, 34,4%, 25,6%. Sono le case ad uso turistico in località lacustri, dunque, le meno colpite dalla crisi del mercato delle seconde case, per quanto abbiano ceduto oltre un quarto rispetto al valore di dieci anni fa.

Tornando al dato relativo agli ultimi sei mesi, le case in località di mare hanno visto dei rincari soprattutto in Emilia Romagna (+2,3%) e in Sardegna (+0,3%). La Puglia, sul versante opposto ha registrato un -1,6%, la Sicilia -1,4%. “Si conferma la presenza di acquirenti stranieri, in particolare in Liguria, in Sicilia e in Campania”, aggiunge la nota di Tecnocasa.

Le abitazioni in aree montane, le più colpite dai ribassi, hanno visto la contrazione più forte si in Abruzzo (-6,3%) e in Valle d’Aosta (-2,4%). Sono rimasti stabili, invece, i prezzi delle località del Trentino Alto Adige.

Fra le località lacustri, guadagnano i prezzi sul lago di Garda (+0,4%), anche se i rialzi si sono concentrati solo sul versante veronese (+0,9%). Negativa, nonostante l’attenzione degli acquirenti stranieri, la performance delle case sul lago d’Iseo (-1,7%).

Dal punto di vista demografico, sono soprattutto persone d’età compresa tra 45 e 54 anni ad acquistare la casa vacanza (29,5%), seguite dalla fascia compresa fra 55 e 64 anni (27,7%) e tra 35 e 44 anni (20,1%). A comprare sono soprattutto le coppie senza figlie (49,7%) e le famiglie (35,3%).