Se passa Brexit, svedesi pronti a seguire l’esempio

21 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

La Svezia, il Paese che in rapporto alla sua popolazione ha ospitato il maggior numero di migranti in Europa, si sta allontanando sempre più dall’Unione Europea: i sondaggi pubblicati negli ultimi giorni dall’istituto Tns Sifo mostrano che solo il 39% degli svedesi ritiene che l’adesione all’Ue sia una buona cosa; erano il 59% a sostenerlo appena lo scorso autunno. L’ultimo sondaggio, pubblicato ieri, dallo stesso istituto, mostra invece che, in caso di Brexit il 36% degli svedesi vorrebbe seguire l’esempio del Regno Unito e uscire dall’Unione Europea, mentre solo il 32% opterebbe per la permanenza.

L’opinione del popolo svedese riflette l’ascesa dei movimenti politici più duri nei confronti nelle scelte di Bruxelles, con il partito anti-immigrati salito nei sondaggi e vicino al 20% dei consensi, almeno a quanto risultava dalle intenzioni di voto dello scorso dicembre. Sono più di 160mila i migranti arrivati in Svezia l’anno scorso, con picchi di 10mila arrivi al giorno lo scorso novembre. Ciò ha portato il governo a reintrodurre i controlli alle frontiere e a rivedere la politica di solidarietà che tradizionalmente ha caratterizzato la storia del Paese scandinavo.

Secondo il Sifo i risultati, particolarmente favorevoli agli euroscettici, potrebbero essere stati influenzati dalla nuova metodologia d’indagine basata su questionari online e non su interviste individuali. Resta, in ogni caso un avvertimento chiaro a Bruxelles, impegnata in ogni modo a evitare che la Brexit ponga precedenti allettanti per altri Paesi come la Svezia.

“Se ci sarà una Brexit, allora questo solleverà molte domande in merito all’impatto sull’Ue e sulla membership svedese”, dice Göran von Sydow ricercatore di scienze politiche presso l’Istituto svedese per gli studi politici europei, il rischio è che l’uscita del Regno Unito faccia sentire soli Stati come la Svezia, che si troverebbero in Europa, ma fuori dall’area euro.