Scoppio bolla subprime rischia di fare il bis, epicentro in UK

4 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Ancora un allarme bolla per il mercato immobiliare britannico. Questa volta a lanciarlo è Crispin Odey, gestore di un hedge fund britannico. In un’intervista al Telegraph, il top manager ha anticipato che il 2016 sarà un anno difficile per gli investitori a causa di rallentamento della Cina, l’incertezza sul programma di aumento dei tassi Usa, ma anche per le preoccupazioni crescenti sullo scoppio di un’altra bolla immobiliare .

Odey, e non è l’unico, si è detto particolarmente preoccupato per la situazione del Regno Unito, paventando il rischio che ci si possa trovare prima o poi nella stessa situazione creata nel biennio 2007-2008 dai mutui subprime.

A conferma del surriscaldamento dei prezzi delle case, nell’ultimo anno e mezzo i valori delle case nel Regno Unito sono salite alle stelle e ora si muovono al di sopra del picco pre-crisi. In questa situazione, sono sempre maggiori i timori crescenti che gli aumenti dei prezzi abbiano raggiunto livelli insostenibili.

Il problema è particolarmente pronunciato in alcuni segmenti del mercato. A Londra, per esempio, l’aumento dei prezzi è stato astronomico. Deutsche Bank ha già detto, a questo proposito, che questa “bolla” farà una brutta fine.

I riflettori sono in particolare accesi sui mutui “buy to let” ossia quei mutui che consentono di acquistare un immobile attraverso il canne d’affitto. Questa soluzione d’ investimento prevede che il canone d’ affitto pagato dall’ inquilino ripaga interamente il mutuo concesso dalla banca.

Il Regno Unito deve fare i conti con l’alto rischio di non sostenibilità dei finanziamenti concessi e per la loro eccessiva diffusione. A questo proposito, la Bank of England ha stilato nei mesi scorsi un rapporto dove evidenziava che questi investimenti stanno mettendo a rischio il benessere finanziario del del Paese. Proprio da qui si è deciso di limitare la concessione di questa tipologia di mutui.

La loro larga diffusione, combinata con i bassi standard richiesti per accendere un mutuo ha spinto  sempre più famiglie ad aumentare i livelli di indebitamenti. Ciò, insieme alle attese di un aumento dei tassi di interesse per quest’anno, rischia appunto di ricreare una situazione simile a quella della bolla immobiliare 2007-2008.