Scope Ratings mette sotto la lente il debito pubblico italiano

18 Ottobre 2022, di Mariangela Tessa

Mentre si aspetta a giorni la formazione del nuovo governo di centro-destra, l’Italia resta osservata speciale dei mercati. Che guardano con attenzione a come si muoverà il nuovo esecutivo soprattutto in relazione al debito pubblico che, alla luce dei costi di finanziamento più elevati, come scrivono gli analisti di Scope Rating,  scrivono in una nota “limiterà il margine di manovra fiscale del prossimo governo italiano”. In questo contesto, avanzi primari e crescita sostenuta saranno fondamentali per garantire la sostenibilità del debito pubblico, spiegano gli esperti, specificando che sarà necessario un ulteriore miglioramento del 2% del Pil nel saldo primario di bilancio per rimanere entro il limite del 3% del deficit di Maastricht.

Le previsioni sul debito pubblico italiano

“Prevediamo che il rapporto debito dell’Italia (BBB+/Stabile) scenda quest’anno a circa il 146% del Pil dal 150% nel 2021 su una crescita economica reale di circa il 3,2% nonostante un sensibile indebolimento delle prospettive nella seconda metà di quest’anno a causa della crisi energetica. Tuttavia, dal prossimo anno, una crescita del Pil nominale più moderata e tassi di interesse più elevati peseranno su ulteriori riduzioni del rapporto debito/Pil. I tassi di finanziamento dell’Italia sono aumentati sostanzialmente negli ultimi 12 mesi, con il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni che è salito a oltre il 4,5% da meno dello 0,6% nell’estate dello scorso anno, livelli che non si vedevano dal 2013″.

Mariangela Tessa | Wall Street Italia

I tassi, nota il rapporto di Scope – sono in aumento per tutte le economie dell’area dell’euro, ma il loro impatto è più grave per i paesi altamente indebitati come l’Italia: lo spread sui bund tedeschi è aumentato di circa 100 punti base da gennaio a 250 punti base, aggiungendo alle pressioni sui mercati finanziari la politica interna e internazionale e le sfide economiche che l’Italia deve affrontare dopo le elezioni del mese scorso.

Questo vuol dire che “il pagamento degli interessi dell’Italia salirà a circa il 4% del Pil quest’anno, dal 3,6% nel 2021, o da oltre 10 miliardi di euro a circa 75 miliardi di euro, principalmente a causa dell’aumento dei costi di servizio dell’ampia percentuale di obbligazioni indicizzate all’inflazione, che rappresentano più del 10% dello stock di titoli di debito pubblici in circolazione”.

Scope Rating promuove politica fiscale pre-pandemia

Gli analisti hanno riconosciuto all’Italia un record di politica fiscale prudente – con avanzi primari elevati in media dell’1,4% del PIL nei cinque anni prima della pandemia – e suggerisce che il nuovo governo, dato il bilancio ereditato, favorirà il ritorno agli avanzi primari.

“Le finanze pubbliche italiane si sono riprese rapidamente dalle sostanziali cicatrici della pandemia. È probabile che il disavanzo di bilancio scenda a quasi il 5% del Pil quest’anno, al di sotto dell’obiettivo del 5,6% e del 7,2% registrato nel 2021, nonostante i maggiori costi per interessi. Il disavanzo primario dovrebbe scendere appena al di sopra dell’1% del Pil grazie a un aumento del gettito fiscale – favorito dall’elevato tasso di crescita del PIL nominale in un contesto di inflazione in ripresa – un mercato del lavoro forte e una minore spesa connessa alla pandemia“, sottolineano gli analisti di Scope.

“Stimiamo una crescita del PIL di circa lo 0,5% l’anno prossimo e un rimbalzo dell’1,5% nel 2024 e solo dell’1% circa negli anni successivi. Ciò sottolinea la necessità che il nuovo governo si attenga, se non rafforzi, le riforme favorevoli alla crescita dell’amministrazione Mario Draghi e mantenga un percorso di graduale risanamento di bilancio per garantire la sostenibilità del debito pubblico italiano”, conclude l’agenzia di rating europea.

Mariangela Tessa | Wall Street Italia