Sconto deficit, il verdetto dell’Ue: cosa dice la lettera

13 Luglio 2017, di Livia Liberatore

E’ arrivata l’attesa risposta di Bruxelles alla lettera inviata alcuni giorni fa dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. L’Italia proponeva una riduzione del deficit strutturale del nostro Paese dello 0,3% del Pil per il 2018, invece che dello 0,6% previsto dalle regole dell’Unione europea. L’intento era quello di consentire margini più ampi per gli investimenti e per la crescita senza mettere in pericolo il risanamento dei conti pubblici.

La risposta è firmata dal vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dal commissario agli affari monetari Pierre Moscovici. Nella lettera, riferisce il Sole 24 Ore, i due lasciano intendere che la proposta di Padoan è accettabile, a condizione però che continuino le riforme economiche nel Paese, venga ridotta la spesa pubblica, il deficit e il debito, come promesso nell’ultimo Documento Economico e Finanziario.

Dombrovskis e Moscovici ricordano che, in base alle regole europee, la Commissione può accettare aggiustamenti strutturali ai conti pubblici inferiori a quanto richiesto in presenza di circostanze particolari del singolo Paese, come le potenziali vulnerabilità sul mercato finanziario e l’andamento del ciclo economico. “Non vogliamo incentivare politiche che siano contrarie alla crescita”, ha detto Moscovici ai giornalisti prima dell’invio della lettera.

Il dibattito sulla flessibilità delle regole europee sul debito in vista della legge Finanziaria 2018 ha visto negli scorsi giorni anche l’intervento del segretario del Pd Matteo Renzi, che aveva proposto di aumentare il deficit al 2,9% del Pil dal 2,4 del 2016. Il ministro Padoan ha detto ieri in conferenza stampa di non considerare l’idea perché arriva da un esponente politico estraneo al governo Gentiloni e ha risposto con una certa irritazione (esclamando “Madonna santa!” a una domanda sul tema).