Scintille tra Italia e Germania, nel mirino anche Draghi

28 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Mentre proseguivano le consultazioni per la formazione del governo M5S – Lega, lo scorso venerdí l’Italia è finita nel mirino della stampa tedesca che ha accusato Roma di voler “scroccare” dal resto dei partner Ue. In un articolo pubblicato lo scorso venerdì nella edizione online del settimanale Der Spiegel, l’autore, Jan Fleischauernel, scrive:

“Come si dovrebbe definire il comportamento di una nazione che prima chiede qualcosa per lasciarsi finanziare il suo proverbiale ‘dolce far niente’, e poi minaccia coloro che dovrebbero pagare se questi insistono sul regolamento dei debiti? Chiedere l’elemosina sarebbe un concetto sbagliato. I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa. Scrocconi aggressivi si avvicina di più” alla condotta dell’Italia” si legge nell’articolo, facendo riferimento alle presunte intenzioni del futuro governo italiano.

L’attacco frontale del giornale tedesco ha finito per coinvolgere anche Mario Draghi:

“Se gli italiani decidono di non voler assolvere ai loro pagamenti, l’euro è alla fine e la Germania perderà tutti i soldi impegnati per salvarlo”, si legge anche. E l’uomo che “ha fornito l’arma” che l’Italia punta contro i suoi vicini “siede a Francoforte“, aggiunge il magazine, puntando il dito contro Mario Draghi. Il “whatever it takes” pronunciato dal presidente della Bce nel momento più critico dell’eurocrisi, è la tesi, “è stato notato a Roma”. “E adesso alla Bce non resta altro che continuare la sua politica perché ogni rialzo dei tassi porterebbe lo Stato italiano all’incapacità di pagare”.

Le pesanti critiche sferrate dal quotidiano hanno spinto l’ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi, a rispondere agli attacchi del giornale:

“La dialettica politica – si legge nella lettera indirizzata al magazine-  appartiene alla libertà di stampa e al discorso democratico. Cio’ che lascia un retrogusto pessimo è il modo in cui questa critica è indirizzata ad un intero popolo. Si tratta di un sistema molto facile e seducente per eccitare gli animi. Ne è capace chiunque. Ma è una strada pericolosa per condurre la dialettica in Europa. Alla sua fine ci sono solo perdenti”, ha rimarcato il diplomatico.