Scilipoti contro Montalcini: “Che contributo puo’ dare al paese”?

23 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Viste le sue uscite recenti, Domenico Scilipoti si e’ guadagnato una certa fama tra i “Peones” (ovvero le pedine) di governo ed e’ un nome che non passa piu’ inosservato. E che va tenuto a mente per le prossime tornate elettorali. E’ il perfetto esempio dell’anti politica: e’ il deputato che ha definito molto soddisfacente il discorso di Silvio Berlusconi in parlamento sulla crisi; il deputato che per un piatto di lenticchie ha venduto il destino del Paese a Berlusconi votandogli la fiducia il 14 dicembre scorso.

Un politico sulla carta “moderato”, che pero’ si trova concorde con molte delle idee di Gaetano Saya, leader neofascista massonico. Quello delle divise neonazi con il Sole Nero. E’ lo stesso che, eletto nell’Italia dei Valori ne è uscito per creare il Gruppo dei Responsabili e poi il gruppo Popolo e Territorio il cui fine è esclusivmente quello di fare da stampella a pagamento al governo.

Insomma, uno dei peggiori esempi della politica dei furbetti faccendari all’italiana. Dove si lavora e agisce per i propri interessi e affari, non per il bene del paese. Ovvero tutto cio’ che la politica non deve essere.

Oggi costui, commentando gli insulti di Bossi a Rita Levi Montalcini, ha avuto il coraggio di attaccare l’eta’ di una scienziata premio Nobel, in un’Italia che si ritrova con uno dei capi di governo piu’ vecchi d’Italia, e al contempo prendere le difese di un ministro, il leader della Lega, che per chiari problemi fisici non pare piu’ in grado di svolgere il compito di ministro. Bossi non riesce piu’ a esprimersi e cambia idea su questioni importanti con una frequenza che ha ormai raggiunto i livelli di schizofrenia.

Scilipoti ha dichiarato: “Certamente una persona che ha 101 anni io non so che contributo possa dare alla politica”, ha detto il parlamentare di Popolo e territorio in un’intervista a Radio Ies.

E poi, ancora: “Dal punto di vista politico all’interno del Parlamento ci vogliono persone che attraverso dibattito e dialogo possano apportare contributi seri al nostro popolo – continua – Io credo che il riferimento di Bossi non volesse essere offensivo o denigratorio nei confronti della Montalcini, ma credo volesse dire che Scilipoti sicuramente nel dibattito politico ha contribuito a creare qualcosa in modo particolare quando si parla di crisi del paese”.

A meta’ agosto Umberto Bossi aveva fatto sapere che e’ meglio un governo, come quello attuale, che usa la sponda dei Responsabili, piuttosto che appoggiarsi, come fece Romano Prodi, nel 2006, sui senatori a vita. “Quando si ha bisogno, ci si regge con i voti che si puo’ trovare, meglio Scilipoti di quella scienziata”, ha detto Bossi ai cronisti, con riferimento a Rita Levi Montalcini.

Negli anni cinquanta le ricerche di Montalcini la portarono alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF, scoperta per la quale ha ricevuto nel 1986 il premio Nobel per la medicina. E’ stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze ed e’ senatrice a Vita dal 2001.

Sempre oggi, la moglie del massone Gaetano Saya – leader del movimento neofascita, il partito nazionalista – ha detto che sara’ a Roma il 16 settembre per una riunione con Scilipoti e il suo movimento. “Tra non molto ci sarà una rivoluzione perché la gente non ne può più. Un colpo di Stato? Se viene perché no?”.

La versione di Scilipoti e’ un po’ diversa: “Sono stato invitato a Genova e sto valutando se andare o no. Con Saya ho fatto varie riflessioni, dalle criticità bancarie alle amalgame dentali. La pena di morte? Saya l’ha detto in un momento di esasperazione, ma è cristiano come me ed è contrario in linea generale. I gay e i clandestini? Io sono per la famiglia tra uomo e donna, ma sono per i diritti di tutti”.

“Comunque con Saya concordo su varie cose e diciamolo pure: in Italia ci vuole più ordine e rigore. Il Sole Nero nazista? Anche Hitler l’aveva rubato a qualcuno”. Robe da pazzi. Anzi, da Peones.