Schiacciata da calo petrolio, Arabia Saudita si indebita ancora

11 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

RIYAD (WSI) –  Il drastico calo dei prezzi del petrolio indebita l’Arabia Saudita che dovrà rivolgersi ai creditori internazionali per colmare le lacune nelle sue finanze pubbliche, come riporta il Financial Times. Il debito del paese passerà dal 6,7% di quest’anno a ben il 50% del Prodotto Interno Lordo entro il 2020.

Intanto l’agenzia Standard and Poor all’inizio di questo mese ha tagliato i rating sovrani del paese a “A+/A-1″ da  “AA-/A-1+”. Il downgrading è stato spinto dalla “pronunciata oscillazione negativa” sull’equilibrio fiscale dell’Arabia Saudita, sottolinea l’agenzia S&P.

Nel corso di 10 anni e fino al 2013, l’agenzia S&P ha osservato come l’eccedenza di bilancio dell’Arabia Saudita ha raggiunto all’incirca il 13% del prodotto interno lordo del paese. Una situazione che è cambiata rapidamente con il crollo dei prezzi del greggio e nel 2015 l’Arabia saudita si aspetta un deficit di bilancio pari al 16% del Pil.

Tutto il paese risente dei bassi prezzi del petrolio e l’OPEC, di cui l’Arabia Saudita è un membro chiave, ha deciso di non abbassare gli obiettivi della produzione lasciando così cadere il prezzo del petrolio da circa 100 dollari a meno di 50 al barile. Una politica che ha come obiettivo costringere i produttori di petrolio che risultano più deboli e quindi meno efficienti ad uscire dal mercato, tagliando i loro margini di profitto.

Una situazione nota all’Arabia saudita, come afferma anche Khalid al-Falih, presidente della Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale al Financial Times, ma non così dolorosa.

 “Sapevamo che sarebbe stato doloroso, ma l’entità del dolore è andata ben oltre le nostre aspettative”.