SCANDALO INFLUENZA SUINA: A WALL STREET VACCINO DISTRIBUITO IN ANTICIPO

5 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

In Italia WSI riporta come primo organo di informazione che il vaccino per combattere l’influenza suina H1N1 e’ stato distribuito ad alcune banche e finanziarie di Wall Street molto prima che sia disponibile al grande pubblico. Un’associazione privata di attivisti, il Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW) sta facendo chiasso dopo aver inviato una lettera al ministro della Sanita’ di Barack Obama (Health and Human Service) Kathleen Sebelius, chiedendo che investighi sul perche’ il Center for Disease Control (CDC) abbia approvato la distribuzione del vaccino ad almeno 13 grandi banche e aziende di Wall Street, tra cui Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase. Morgan Stanley e Time Warner. Tutte aziende che hanno sedi con migliaia di dipendenti a New York, il che potrebbe far pensare alla preoccupazione diffusa per una possibile pandemia nella Grande Mela, che ha piu’ di 8.6 milioni di abitanti. Lo scandalo ha poi assunto dimensioni nazionali quando la rete NBC ha dedicato oggi alla vicenda un lungo servizio del programma Today Show. ECCO IL VIDEO:

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La CDC insomma distribuendo il ricercatissimo vaccino alle grandi banche di Wall Street, nonostante la pesante penuria di dosi su base nazionale. Il 4 novembre il direttore del CDC, Thomas Frieden, ha informato il Congresso Usa che soltanto 32.3 milioni di dosi sono disponibili, molto meno rispetto ai 159 milioni di cui ci sarebbe bisogno per coprire le esigenze delle fasce maggiormente a rischio. Data la scarsita’, la CDC ha inviato direttive secondo cui il vaccino deve essere dato soltanto a chi e’ a rischio: donne incinte, neonati e bambini, giovani fino ai 24 anni, chi lavora a stretto contatto con i bambini, personale di emergenza negli ospedali e nei servizi di emergenza, infine adulti con il sistema immunitario compromesso o con problemi di salute cronici.

Melanie Sloan, executive director di CREW, ha fatto sapere in un comunicato che “nonostante CREW non sia stato in grado di scoprire la composizione demografica di Goldman Sachs, Citigroup e JP Morgan Chase, sembrerebbe scontato assumere che la grande maggioranza dei loro dipendenti non sono donne incinte, neonati e bambini, giovani fino ai 24 anni, chi lavora a stretto contatto con i bambini, personale di emergenza negli ospedali e nei servizi di emergenza, o adulti con il sistema immunitario compromesso o con problemi di salute cronici”.

Sloan ha affermato: “In quale mondo viviamo, se Wall Street deve avere la precedenza su tutti gli altri? Sfortunatamente, per migliaia di americani che sono respinti dagli ospedali e cliniche di tutta l’America, la CDC ha deciso di dare priorita’ ai milionari rispetto alle masse. Il pubblico ha il diritto di sapere come e perche’ cio’ e’ accaduto, e quando finira’. Prima, il salvataggio durante la crisi, poi i bonus, adesso il vaccino. Quando Washington comincera’ a mettere le esigenze di Main Street prima di quelle di Wall Street?”.

Secondo alcune fonti, Goldman Sachs ha richiesto 5.300 dosi di vaccino, ma ne ha ricevute per ora solo 200. Soltanto le due sedi di Manhattan sono pero’ contemplate per la distribuzione, perche’ gli altri uffici regionali di Goldman non hanno attrezzature sufficienti per l’operazione. Per adesso soltanto la sede storica di 85 Broad Street (a due passi dal New York Stock Exchange) ha ricevuto il vaccino. Una portavoce della banca dice che per ora non si ha notizia di nessun dipendente colpito dall’influenza suina, “ma ovviamente dobbiamo essere preparati”.