Salone del Risparmio: Levi (Fideuram), l’IA nel private banking (VIDEO)

17 Settembre 2021, di Luca Losito

In occasione della undicesima edizione del Salone del Risparmio organizzato da Assogestioni, come ogni anno Wall Street Italia ha intervistato i protagonisti del mondo del risparmio gestito e della consulenza finanziaria italiana. Il Salone del Risparmio si svolge presso MiCo – Milano Congressi, il centro congressi più grande d’Europa.

Con Raffaele Levi, Responsabile Modello Business di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, abbiamo parlato di quanto sia importante l’intelligenza artificiale nel private banking.

 

Secondo Levi “nel nostro settore assistiamo ad un utilizzo sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale, che preferisco inquadrare sotto il concetto di intelligenza aumentata, per sottolineare il rivoluzionario contributo che può dare a favore del consulente finanziario e della sua relazione con il cliente. Nuovi strumenti ci aiutano infatti a incrementare la nostra capacità di erogare servizi ancor più personalizzati e sicuri, strumenti di gestione del portafoglio e controllo del rischio più efficaci, e prodotti sempre più evoluti. Questo grazie soprattutto alla possibilità di applicare sofisticate metodologie di machine learning ad una mole sorprendente di dati, basandosi non più solo su modelli teorici impostati dall’uomo, bensì anche su algoritmi “inventati” direttamente dalle macchine, in grado di individuare correlazioni tra miliardi di fenomeni e variabili in un modo cui nessuna mente umana potrebbe giungere”.

L’esperto di Fideuram ha poi evidenziato che “In questo contesto, mi piace ricordare che l’intelligenza artificiale continua ad aprire frontiere anche in termini di nuovi mestieri e competenze, opportunità che in Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking monitoriamo costantemente. Siamo infatti sempre alla ricerca di nuovi talenti da avviare alla professione e proponiamo una formazione continua ai nostri consulenti, proprio perché la persona rimane al centro di questo processo. Le macchine rimarranno sempre prive di intelligenza emotiva e sociale, elemento invece imprescindibile nella relazione di fiducia tra cliente e consulente che rappresenta il valore più grande su cui si basa il nostro modello di business”.