Salman Rushdie: il Pakistan venga dichiarato uno stato terrorista

4 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

E’ arrivato il momento di dichiarare il Pakistan uno stato terroristico. E’ questo il “verdetto” di Salman Rushdie, scrittore britannico, nel mirino dei fondamentalisti islamici e oggetto di una fatwa dal 1989 per il libro “I versi satanici”. Il libro provocò una forte reazione nel mondo arabo, per le sue allusioni alla figura di Maometto.

Nel commmentare l’uccisione del leader di al-Qaida Osama bin Laden, Rushdie ha espresso tutto il suo scetticismo sulla natura di “paese alleato degli Usa” del Pakistan. “Successivamente al raid di Abbottabad, il Pakistan deve rispondere a grandi interrogativi”, ha scritto Rishdie, in un editoriale pubblicato sul thedeailybeast.com, intitolato “Pakistan’s Deadly Game”.

“Il paese vicino al Pakistam, ovvero l’India, che è stato fortemente ferito dagli attacchi a Mumbai del 26 novembre del 2008, ha già presentato le sue domande. Riguardo ai gruppi jihadisti anti-indiani, come Lashkar-e-Taiba, Jaish-e-Muhammad, il sostegno che il Pakistan ha garantito a questi gruppi, la sua volontà di fornir loro un rifugio, il suo incoraggiamento a queste fazioni, intese come mezzi per una guerra in Kashmir e, ovviamente, a Mumbai, è un dato di fatto inconfutabile”.

Lo scrittore, di origine indiana costretto poi a fuggire in Inghilterra dopo il lancio della fatwa, ha fatto notare poi che è indicativo notare come le prime minacce seguite alla morte di Osama-bin Laden, siano arrivate da “i cosiddetti talebani pakistani” e “non da alcun portavoce di al-Qaida”.