Sale tensione in Venezuela, blindati in strada, morti e feriti

17 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Continua a salire la tensione in Venezuela, dopo gli scontri che mercoledì scorso hanno causato tre morti e oltre 60 feriti. Oggi il presidente venezuelano Nicolàs Maduro ha comunicato la decisione di espellere dal territorio nazionale 3 funzionari dell’ambasciata statunitense di Caracas. La loro colpa sarebbe quella di avere incontrato alcuni degli studenti che avevano partecipato alle proteste della scorsa settimana.

Intanto l’oppositore Leopoldo Lopez, ricercato dalle autorità in relazione all’uccisione di 3 manifestanti durante le proteste di mercoledì scorso, ha diffuso un video nel quale si dice pronto a partecipare a viso aperto a nuove manifestazioni di protesta contro il governo e il Presidente Maduro. Il 12 febbraio scorso una marcia dell’opposizione cui hanno preso parte molti studenti è degenerata in scontri con la polizia. Tre persone sono rimaste uccise a colpi d’arma da fuoco in circostanze ancora da chiarire.

L’ondata di violenza nel paese è la conseguenza di “un piano” promosso dal governo del presidente Nicolas Maduro al fine di “coprire” i problemi economici e sociali che affrontano i venezuelani. Non solo. L’opposizione ritiene Maduro responsabile del dilagare di criminalità e insicurezza nel Paese e chiede le sue dimissioni.

Ieri intanto sono continuate le manifestazioni. In piazza questa volta sono scesi circa 3 mila sostenitori delle forze di opposizione, soprattutto studenti, vestiti in bianco e con le bandiere del Venezuela in mano. Gli attivisti hanno criticato l’uso di armi da fuoco da parte della polizia per controllare le manifestazioni e il ricorso alla legge anti-terrorismo per fermare gli attivisti, violando il diritto costituzionale alle proteste pacifiche.

“Non ci arrenderemo né ci inginocchieremo, continueremo a combattere per le strade per i venezuelani e per i giovani che vogliono un Paese democratico, con media liberi non censurati né autocensurati, con giustizia ed equità” spiega Juan Requesen, uno dei leader degli studenti alla Universidad Central de Venezuela.

Sempre ieri il leader dell’opposizione venezuelana, Henrique Capriles, ha reso noto che nei prossimi giorni sarà organizzata una manifestazione a livello nazionale “contro i gruppi paramilitari e armati” di cui ha chiesto il disarmo. “Preciseremo l’ora e il luogo per questa manifestazione pacifica contro la violenza, dopo quanto successo nei giorni scorsi”, ha detto alla stampa Capriles, riferendosi alle marce di protesta degli studenti della scorsa settimana.

Il leader oppositore ha quindi chiesto a Maduro di “disarmare i gruppi paramilitari”: in un paese democratico “la gente ha il diritto di protestare. Non è invece democratico torturare a uno studente oppure controllare l’ordine pubblico con il piombo: questo è fascismo puro”, ha concluso.