Saipem, cosa prevede il piano da 4 miliardi per salvare il gruppo

17 Febbraio 2022, di Mariangela Tessa

Potrebbe ammontare a 4 miliardi di euro l’intervento per salvare Saipem. Lo riporta l’agenzia Bloomberg spiegando che 2 miliardi arriverebbero da un possibile aumento di capitale, 1 miliardo sarebbe la linea di credito revolving sottoscritta dalle banche e in 1 miliardo il ricavo dalla possibile cessione delle attività di perforazione (drilling).
Se l’aumento di capitale fosse di due miliardi, come preannunciato, Eni, che controlla il 30% del gruppo, dovrebbe staccare un assegno da 600 milioni, Cdp, che invece rappresenta il 12,5%, dovrebbe firmarne uno da 250 milioni.

Maggiori dettagli arriveranno il 15 marzo, giorno in cui il cda si riunirà di nuovo per dare il via libera al nuovo piano industriale e alla manovra finanziaria indispensabile per risollevare i destini del gruppo. Gli aspetti chiave del nuovo piano, oltre all’aumento di capitale; il focus sul business core e derisking dell’attività potenziali dismissioni (drilling); e una rimodulazione del debito e waiver delle banche sui finanziamenti.

Riteniamo che gli step necessari per ristabilire l’equilibrio di bilancio siano stati avviati con l’arrivo dei nuovi manager e la formulazione del piano strategico e di ristrutturazione’, commentano gli analisti di Equita. Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, i suoi esperti considerano che ‘il mercato apprezzerà il focus sul de-risking del portafoglio ordini’ mentre per quanto riguarda l’aumento di capitale credono che ‘l’attuale prezzo delle azioni stia scontando l’emissioni di diritti per una operazione da 1,5 miliardi di euro con uno sconto di circa il 40% sul Terp (prezzo teorico ex diritto)’.

In attesa del preconsuntivo, titolo Saipem -40% da inizio anno

Prima di quella data, ovvero il 24 febbraio, Saipem renderà noti i dati del preconsuntivo 2021 e le linee guida della revisione strategica avviata da Alessandro Puliti, il manager arrivato da Eni per contribuire a risolvere i problemi di Saipem che, il 31 gennaio scorso, ha lanciato un allarme utili: i ricavi del secondo semestre sono risultati pari a 3,5 miliardi contro i 4,5 stimati, anche i margini sono di un miliardo inferiori alle attese, con una perdita per l’intero 2021 superiore a un terzo del capitale sociale.

Un rosso che, ai sensi del codice civile, apre le porte a interventi di rafforzamento del capitale. Alla base delle perdite ci sarebbero diversi fattori a cominciare dallo stop ai lavori in Mozambico commissionati dal gruppo francese Total che ha causato una riduzione dei ricavi di oltre un miliardo di euro. Pesanti anche gli effetti della pandemia, che hanno determinato un repentino congelamento degli investimenti delle compagnie petrolifere. L’azionista di riferimento Eni ha quindi deciso di affiancare a Caio il sui uomo Alessandro Puliti.

Dal giorno dell’annuncio delle perdite (lo scorso 28 gennaio) Saipem ha perso in borsa circa il 40% del suo valore con una capitalizzazione che si è assottigliata a 1,1 miliardi di euro.