Imprese, la mappa dei rischi globali del 2019 (GRAFICO)

8 Febbraio 2019, di Alberto Battaglia

Turbolenze negli emergenti, l’andamento dell’economia americana, l’ascesa del protezionismo, il mercato azionario statunitense, l’indebitamento e la Brexit: sono questi “I sei pericoli” individuati da Sace Simest, nell’edizione 2019 della sua “Mappa dei rischi”. La società, interamente di proprietà della Cassa depositi e prestiti attiva nei servizi alle imprese attive nell’export. (Nei due grafici seguenti la rappresentazione dei rischi paese per paese, con un focus sull’area occidentale).

“Se generalmente i mercati emergenti esibiscono maggiore vulnerabilità a possibili shock esogeni, nondimeno alcuni si configurano destinazioni strategiche delle nostre esportazioni, come la Cina e gli Emirati Arabi Uniti, mercati più noti, ma anche il Brasile, l’India e il Vietnam”, ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di Sace.

Considerati i “6 rischi” citati, lo studio individua in Brasile, India, Indonesia e Vietnam “le geografie più promettenti per le esportazioni italiane nel 2019” alle quali si aggiunge la Russia. In termini di rischio-opportunità, inoltre, “spiccano Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Colombia, la Repubblica Ceca e la Cina, nonostante la decelerazione a cui andrà incontro. Gli Stati Uniti, destinazione tradizionale del nostro export, rimangono una meta a elevato potenziale, anche se risentiranno dell’imminente rallentamento economico”. (Nel grafico in basso il quadrante con il rapporto rischi opportunità)

Per quanto riguarda il rischio di credito – che misura la possibilità di incorrere in rischi di mancato pagamento da controparti estere sovrane, bancarie e corporate – la Mappa dei Rischi 2019 individua i miglioramenti più forti, nei Paesi avanzati, Slovenia, Islanda, Grecia e Austria. Rischi in salita, invece, fra Turchia, Argentina, Oman e Bahrain.