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Sacconi: Marchionne non chiede la luna. Cgil: niente è scontato

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“Non bisogna dare nulla per scontato, bisogna presentarsi al tavolo con le proprie idee e fare in modo che sia Fiat ad assumersi la responsabilita’ di non voler discutere le proposte di merito sindacale avanzate dalla Fiom. Proposte che sono legate all’interesse della Cgil e della Fiom di salvare l’investimento a Mirafiori”. E’ quanto ha affermato il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scuderie, al direttivo dei delegati della Fiom che si svolge oggi a Torino nello stesso giorno in cui all’Unione Industriale l’azienda ha convocato i sindacati.

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Restano forti le perplessita’ della Fiom alla ripresa dell’incontro sul futuro di Mirafiori con la Fiat. ”Alle condizioni date l’accordo non e’ firmabile”, dichiara il segretario torinese della Fiom Federico Bellono. ”Dato che tutti sanno quali sono i punti che per noi sono irrinunciabili, e’ evidente che c’e’ uno sforzo autentico per venirci incontro o mi sembra difficile pensare che oggi accadranno cose positive”.

Secondo Bellono ci sono materie indisponibili nell’intesa proposta da Fiat, come quella riguardante l’assenteismo per malattia o i riferimenti o meno al contratto nazionale che secondo Bellono in linea di principio sono assimilabili alla richiesta ”ai singoli lavoratori se lincenziare o meno una parte delle maestranze”. E proprio per questo, se passassero questi punti nell’intesa di oggi ”lasceremo liberta’ ai lavoratori, ma noi non daremo indicazioni”. (Asca)

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(WSI) –

L’appuntamento è in via Fanti, sede dell’Unione industriale. Lì si ritrovano, 20 giorni dopo lo stop al negoziato, le delegazioni di Fiat (guiidata da Paolo Rebaudengo) e dei sindacati nazionali dell’auto per firmare l’accordo su Mirafiori.

Un’intesa che prevede un investimento da un miliardo di euro per trasformare la fabbrica simbolo della casa automobilistica torinese nell’avamposto europeo del gruppo Chrysler: nei piani di Marchionne, infatti, l’azienda di corso Agnelli dovrà produrrre i Suv realizzati su una piattaforma americana con i marchi Alfa-Chrysler. Ma perché questo piano ambizioso si realizzi – una volta a regime in un anno dovrebbero uscire dallo stabilimento 280mila veicoli, il triplo di quelli prodotti nel 2010 – Fiat vuole creare una newco sull’esempio di Pomigliano. Ed è proprio questo lo scoglio con i sindacati e in particolare con la Fiom.

Ora resta da capire quali modifiche la casa automobilistica avrebbe accettato di apportare al testo presentato il 3 dicembre con il “prendere o lasciare” di Marchionne, per consentire così ai sindacati di firmare e regalare ai 5500 dipendenti di Mirafiori un futuro. Negli ambienti sindacali e economici della città comunque l’accordo (separato) viene dato per fatto, tanto che già si discute degli effetti che un investimento da un miliardo di euro potrà avere sull’indotto auto che ruota attorno a Mirafiori.

Calcoli che danno per scontato il risultato anche della prossima battaglia: quella sulla consultazione dei lavoratori. Fiom vuole che prima di qualsiasi firma si tengano assemblee con i lavoratori per spiegare loro i punti del possibile accordo, gli altri sindacati invece sono per la firma e poi il referendum. C’è già un’ipotesi di data: la settimana del 10 gennaio, una delle poche in cui la fabbrica – in attesa di riconversione – non sarà svuotata dalla cassa integrazione.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, stamani a Canale 5, ha detto di essere “fiducioso” che si possa raggiungere un accordo che “Marchionne non chiede la luna” ma una maggiore efficenza nell’utilizzazione degli impianti. “Certamente vi è la buona volontà da parte di tutti gli attori negoziali, nella consapevolezza che si tratta di un investimento importante, non solo per Mirafiori e Torino, ma per l’intera economia italiana” .

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E’ fiducioso sul raggiungimento di un’intesa Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, a pochi minuti dalla ripresa delle trattative tra sindacati metalmeccanici e Fiat sul futuro dello stabilimento di Mirafiori. ”Il contratto – ribadisce – e’ un falso problema. Sara’ sicuramente migliore del contratto nazionale dei metalmeccanici”. Secondo Di Maulo oggi potranno essere affrontati tre punti di merito su cui ci sono ancora delle perplessita’ anche da parte dei sindacati piu’ disponibili a firmare l’intesa e che riguardano: l’assenteismo (”tre giorni di penalizzazione sono troppi”, dice Di Maulo), la mensa a fine turno (”che deve partire il piu’ tardi possibile”), e un sistema di verifiche per controllare che la riduzione delle pause di 10 minuti non incida sull’affaticamento dei lavoratori. (Asca)

Le azioni del Lingotto sono rivitalizzate dall’imminente accordo per Mirafiori; un nuovo incontro azienda-sindacati è programmato per oggi e, salvo sorprese, dovrebbe portare alla sigla dell’attesissimo accordo per il destino dello stabilimento italiano, nel quadro del Piano varato da Marchionne per lo sviluppo dell’auto.

All’intesa dovrebbe sottrarsi la FIOM, come indicato da varie fonti vicine alla vicenda. Sergio Marchionne, numero uno del Gruppo, ha lanciato un appello ai sindacati nei giorni scorsi, dicendosi speranzoso di chiudere le trattative prima del Natale ed aprendo anche alla possibilità di un referendum dei lavoratori.

Intanto, il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, si è detto sicuro che l’intesa sarà raggiunta ed ha aggiunto che in fondo “Marchionne non chiede la luna” ma solo un’efficiente utilizzo degli impianti. (Teleborsa)

Ma è anche vero che nelle ultime ore quello lanciato dal numero uno della Fiat ha avuto tutta l’aria di sembrare un ultimatum all’Italia. E molto hanno fatto pensare anche le dichiarazioni del presidente John Elkann, secondo cui «la storia e le radici non possono rappresentare un vincolo» che possa condizionare il futuro del gruppo.