S&P 500: alert per i rialzisti, sorprese in vista sul breve

19 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Alert per chi ha sposato una tesi di mercato all’insegna del toro. C’e’ chi suggerisce di interpretare l’ottimismo tra gli investitori come segnale di avvertimento per prossimi cali di borsa. L’idea: eccessivo ottimismo spinge i listini in territorio di ipercomprato con un inevitabile scivolone in agguato.

L’indice benchmark di Wall Street potrebbe calare di oltre il 7% entro la fine di febbraio perche’ “un rally senza respiro” ha creato una situazione di “ipercomprato” e un atteggiamento bullish (ottimista) a livelli mai visti prima. E’ questa la previsione degli analisti di BGC Financial LP. Il capo strategie dell’ufficio studi Michael Purves ha spiegato a Bloomberg che “i rischi di un calo dei mercati sono aumentati ed e’ diventato rilevante difendersi”. Il ritracciamento potrebbe portare l’S&P 500 in area 1.200 “o anche piu’ giu'” entro la fine del mese prossimo, insieme a un “significativo incremento della volatilita'”.

C’e’ chi si aspetta un calo di oltre l’11% entro una o due settimane. E’ il caso di Tom DeMark, i cui indicatori (Sequential e Combo) sono tra i piu’ monitorati a Wall Street. “Sara’ una brusca frenata”, ha spiegato l’AD di Market Studies LLC a Bloomberg. Le sue indicazioni arrivano in un contesto in cui gran parte degli strategist americani stima un +10% annuo per l’indice di riferimento Usa.

La settimana scorsa l’indice ha guadagnato l’1,7% a 1.293,24. L’incremento ha spinto l’indice che traccia la fase in corso di un listino (comparando i prezzi di chiusura con i volumi giornalieri) a 76,72. Da un punto di vista tecnico un RSI sopra 70 indica che l’indice e’ in “ipercomprato” e pronto a flessioni.

Secondo gli analisti tecnici, il generale ottimismo tra gli investitori va preso in modo contrarian: tanto piu’ il mercato e’ positivo tanto piu’ sposano una visione orso del mercato stesso.

Dai minimi di agosto l’S&P 500 segna +23%, merito anche dell’allentamento monetario da $600 miliardi della Federal Reserve. “Un rally alimentato da un farmaco sperimentale conosciuto come quantitative porta a piu’ rischi al ribasso che non a possibilita’ di nuovi rialzi”, ha concluso Purves.