Russia: “Trump ha dichiarato guerra commerciale”

3 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

MOSCA (WSI) – Non c’è più alcuna speranza che tra Stati Uniti e Russia possa tornare il sereno. Ad affermarlo il premier russo Dmitri Medvedev che in un lungo post sulla sua pagina Facebook prende di mira l’amministrazione Trump e le nuove sanzioni inflitte al Cremlino.

Anzi sottolinea il premier russo, gli Stati Uniti così facendo hanno dichiarato guerra commerciale al Cremlino. Il tutto mentre il presidente si appresta ad aprire un’inchiesta sulle pratiche commerciali presunte sleali della Cina.

Ecco il lungo post del premier moscovita.

“La firma di nuove sanzioni contro la Russia da parte del presidente americano porta a diverse conseguenze. Innanzitutto, la speranza di migliorare le nostre relazioni con la nuova amministrazione statunitense è terminata. In secondo luogo, gli Stati Uniti hanno appena dichiarato una guerra commerciale a pieno titolo sulla Russia. In terzo luogo, l’amministrazione di Trump dimostra che è assolutamente impotente e, nel modo più umiliante, ha trasferito i poteri esecutivi al Congresso. Questo sposta l’allineamento delle forze negli ambienti politici americani.

Cosa significa questo per gli Stati Uniti? L’establishment americano ha totalmente sforato con Trump. Il presidente non è soddisfatto delle nuove sanzioni, ma non ha potuto evitare la firma della nuova legge. (…) Obiettivo finale è quello di togliere Trump dal potere. (…) Al tempo stesso, gli interessi delle imprese americane sono stati quasi ignorati (…)

Le sanzioni codificate in legge continueranno per decenni, a meno che non si verifichi qualche miracolo. (…) il futuro rapporto tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti sarà estremamente teso, indipendentemente dalla composizione del Congresso o dalla personalità del Presidente. (…)

Cosa significa per la Russia? Continueremo a lavorare allo sviluppo dell’economia e risolveremo i problemi statali, contando principalmente su noi stessi. Abbiamo imparato a farlo negli ultimi anni. Nei mercati finanziari quasi chiusi, i creditori e gli investitori stranieri hanno paura di investire in Russia a causa delle preoccupazioni per le sanzioni”.