Russia paga bond in rubli: è default teorico

6 Aprile 2022, di Alessandra Caparello

Per la Russia si avvicina lo spettro del default, almeno teorico.  Mosca ha pagato in rubli una cedola da 594,82 milioni di euro di un eurobond 2042 in scadenza questo mese. Lo scrive l’Agenzia Bloomberg che riporta una nota del Ministero delle Finanze di Mosca in cui viene sottolineato che le banche estere hanno rifiutato il pagamento in dollari e che pertanto l’obbligazione finanziaria è stata “completamente rispettata”.

A causa delle azioni ostili del Tesoro degli Stati Uniti, al fine di adempiere agli obblighi di debito statale della Federazione Russa sui suddetti titoli e per proteggere gli interessi dei proprietari di questi titoli, il Ministero delle finanze russo è stato costretto a coinvolgere un istituto finanziario russo per effettuare i pagamenti necessari.

Così il Ministero delle finanze della Russia comunicando che una banca straniera non ha accettato di pagare le cedole e il rimborso del valore nominale in dollari dell’Eurobond con scadenza aprile 2042 (ISIN XS0767472458 e XS0767473852), per un totale di 649,2 milioni di dollari e scadenza 4 aprile 2022.

Secondo il Cremlino lo scorso 4 aprile il Ministero delle finanze russo ha trasferito i fondi al NBCO National Settlement Depository per effettuare i pagamenti nella valuta della Federazione Russa al tasso di cambio ufficiale della Banca di Russia a partire dal 4 aprile stesso, in conformità con il decreto di Putin del 5 marzo (che autorizzava i pagamenti in rubli). Il ministero delle Finanze ha affermato che “ritiene di aver adempiuto in pieno ai suoi obblighi“.

“Oggi è la scadenza per la Russia per fare un altro pagamento del debito. A partire da oggi, il Tesoro degli Stati Uniti non permetterà alcun pagamento del debito in dollari dai conti del governo russo presso le istituzioni finanziarie statunitensi”, ha detto il portavoce del Dipartimento del Tesoro statunitense. “La Russia deve scegliere tra il prosciugamento delle preziose riserve di dollari rimanenti o l’arrivo di nuove entrate, o il default”.

La mossa impedisce al Cremlino di pagare i detentori del suo debito sovrano con gli oltre 600 milioni di dollari di riserve in dollari detenuti presso le istituzioni finanziarie statunitensi ed è finalizzata a costringere la Russia a utilizzare più della sua riserva di dollari o ad accettare il primo default del debito da decenni. Il fallimento di Mosca nel servizio del suo debito segnerebbe il primo default sovrano della Russia dal 1998 e il primo default sovrano sul debito in valuta estera dalla rivoluzione bolscevica nel 1918.

Russia, cosa succede adesso

Le sanzioni imposte in seguito all’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio avevano già congelato tutte le riserve di valuta estera detenute dalla Banca Centrale della Russia presso le banche statunitensi, ma il Dipartimento del Tesoro aveva permesso a Mosca di utilizzare questi fondi per soddisfare gli obblighi di pagamento delle cedole sul suo debito denominato in dollari, caso per caso. “La Russia sta affrontando una recessione, un’inflazione alle stelle, carenze di beni essenziali e una moneta che non funziona più in gran parte del mondo”, ha detto un portavoce del Tesoro degli Stati Uniti alla CNBC.

Secondo le agenzie di rating statunitensi Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s, il pagamento in una valuta diversa da quella prevista nei contratti configura a tutti gli effetti un default. Perché venga dichiarato è previsto un “periodo di grazia” di 30 giorni

La Russia ha ammesso che potrebbe trovarsi in default sul piano teorico, dopo questa operazione, ma si tratterebbe di una situazione artificiosa. Non ci sono le basi per un vero e proprio default, secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha aggiunto che la Russia ha tutti i fondi necessari per adempiere ai propri obblighi, ma che continuerà a pagare il debito estero in rubli. Timothy Ash di BlueBay Asset Management, ha definito la mossa del Tesoro un “logico passo successivo”.

“Putin dovrà pensare a lungo e duramente ora se vuole evitare un default formale sul debito estero, che avrà conseguenze negative per l’economia russa per gli anni a venire ma in realtà, a meno che Putin non si ritiri dall’Ucraina, è difficile che la Russia eviti il default, a meno che non faccia qualcosa come trasportare aerei di dollari fisici in contanti o oro all’ovest, ma anche in quel caso è difficile vedere qualsiasi banca internazionale essere disposta a provvedere alla liquidazione degli obbligazionisti per evitare il default.”.