Russia, da Merkel nessuna pietà su sanzioni

9 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

BERLINO (WSI) – Dalla Germania nessuna pietà nei confronti della Russia in piena crisi finanziaria, economica e valutaria. Sulle sanzioni l’Europa, le cui società esposte in Russia stanno subendo gli effetti del momento difficile che attraversa Mosca, farà un passo indietro solo se i combattimenti nell’est dell’Ucraina termineranno.

Il blocco a 28 ha inviato nuovi aiuti all’Ucraina per aiutarla a contrastare la sanguinosa rivolta dei ribellli filo russi.

Le sanzioni non stanno avendo l’effetto sperato. Per il momento non hanno portato ad un alleggerimentodel la linea dura della Russia nei confronti dellUcraina e hanno danneggiato in maniera considerevole l’economia europea.

Se la Russia dovesse essere assolta dall’Ue, per l’Ucraina sarebbe un brutto colpo. Motivo per cui, il premier ucraino del nuovo governo filo europeo, Arseniy Yatsenyuk, è volato a Berlino per chiedere a Merkel – uno dei negoziatori principali del Cremlino – di mantenere alte le pressioni sul presidente Vladimir Putin.

La prossima settimana ci sarà una riunone tra leader russi ed europei per discutere della situazione. Dopo aver incontrato il 40enne primo ministro di Kiev, Merkel ha chiarito che se vuole tornare ad avere accesso ai mercati di capitale europei Mosca deve rispettare rigorosamente tutti gli accordi presi nella tregua firmata a settembre.

“Solo se l’intesa di Minsk sarà implementata in toto, potremmo sollevare le sanzioni”, ha fatto sapere Merkel.

Il patto firmato nella capitale della Bielorussia prevede il ritiro dei militari russi dalla parte orientale dell’Ucraina, ma Mosca continua a negare di aver inviato truppe oltre confine.

Il cessate-il-fuoco non è servito a nulla e 1.300 persone hanno perso la vita. Allo stesso tempo le richieste dei ribelli separatisti non sono mai state accolte.

Secondo le stime del ministro ucraino della Difesa ci sarebbero 7.500 membri dell’esercito russo a sostegno degli insorti.

L’ammutinamento separatista dura ormai da nove mesi e ha portato alla morte di 4.700 persone. Dopo aver perso la penisola della Crimea lo scorso marzo, l’Ucraina ora rischia di perdere anche la sua principale fonte di risorse energetiche e di attività industriali.

Secondo Amnesty International la situazione in Ucraina è talmente grave da essere prossima alla “catastrofe umanitaria”.

L’associazione dei diritti umani osserva come i cittadini della parte orientale del paese, nelle aree di Lugansk e Donetsk, facciano fatica ad avere accesso a farmaci e cibo, con le politiche del governo nella regione che rischiano di mettere in pericolo la vita dei più anziani, secondo l’Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Uniti (UNHCR).

(DaC)