Russia, cittadini in fuga dopo l’annuncio di mobilitazione dei riservisti

22 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

Vanno verso il tutto esaurito i biglietti degli aerei in partenza nei prossimi giorni dalla Russia, dopo che il suo presidente Vladimir Putin ha annunciato la “mobilitazione parziale” di 300 mila riservisti. La paura è che le autorità possano presto vietare di lasciare il Paese agli uomini arruolabili. Nonostante le Fferrovie russe e la compagnia di bandiera Aeroflot si siano affrettate a dire che non hanno ricevuto disposizioni per impedire agli uomini tra i 18 e i 65 anni di comprare i loro biglietti, dopo l’annuncio di ieri  i prezzi dei voli per Yerevan, Istanbul o Tbilisi hanno registrato un’impennata. Stando all’Afp, i dati di Google mostrano che le ricerche su “aerei” e “biglietti” sono più che raddoppiate nelle ultime ore in Russia.

Il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha precisato che nella mobilitazione per la cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina non saranno chiamati studenti e soldati di leva. Ma, secondo il Moscow Times, gli avvocati specializzati in difesa dei diritti umani sottolineano che il decreto lascia spazio di manovra per richiamare più truppe di quanto dichiarato pubblicamente.

Prezzi dei voli alle stelle

Rassicurazioni o meno, anche i prezzi dei voli aerei sono letteralmente schizzati. Un esempio per tutti: il biglietto più economico dalla Russia a Belgrado, l’unica capitale europea ad avere collegamenti aerei diretti con la Russia dato che il governo della Serbia (che non è uno Stato membro dell’Ue) non ha aderito alle sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina, venerdì 23 settembre costa quasi 2.900 euro, mentre il suo prezzo solitamente si aggira tra gli 835 e i 1.945 euro. Secondo i media russi e internazionali, i voli più richiesti sono quelli verso Paesi come la Georgia, la Turchia o l’Armenia che consentono l’ingresso senza visto ai russi.

Una situazione che ricorda quella di 7 mesi fa, quando le truppe del Cremlino sono penetrate in Ucraina, l’Ue ha congelato i voli diretti da e verso la Russia. In quelle stesse settimane, decine di migliaia di russi lasciavano comunque il loro Paese nel timore che fosse imposta la legge marziale, ma anche nel timore di persecuzioni politiche e di un crollo dell’economia.

Ripartono le proteste in Russia

L’annuncio della mobilitazione ha inoltre riacceso le proteste, represse con ondate di arresti. L’ong Ovd-Info riportava in serata oltre 1.000 fermi in 36 città della Russia, ma il bilancio è probabilmente destinato ad aumentare. Un mese fa gli attivisti di Ovd avevano stimato in quasi 16.500 le persone fermate in Russia per aver protestato contro l’operazione in Ucraina.

Ieri il presidente russo Vladimir Putinnell’atteso discorso alla tv pubblica, oltre al richiamo di 300 mila riservisti da inviare in Ucraina, ha spiegato che l’obiettivo dell’Occidente è “indebolire, dividere e distruggere la Russia”, sottolineando che “nella sua aggressiva politica anti-russa, l’Occidente ha superato ogni limite”.

Putin è tornato a minacciare i Paesi che hanno deciso di contrastare la sua guerra in Ucraina dichiarando che userà “tutti i mezzi a nostra disposizione” e che coloro che stanno cercando di usare il ricatto nucleare contro la Russia scopriranno che le carte in tavola possono essere rivoltate contro di loro. “Non sto bluffando”, ha specificato.

Il presidente russo ha annunciato che i territori dell’Ucraina che hanno annunciato il referendum per l’adesione alla Russia “hanno il sostegno” di Mosca. Nessuna decisione è stata presa in Russia invece in merito a un possibile cambiamento dello status dell’operazione militare speciale in Ucraina, per trasformarla ufficialmente in guerra, né sull’imposizione della legge marziale.