Rumor: Draghi lascerà la Bce

15 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Cosa succederebbe alle prospettive di ripresa e al futuro dell’area euro se Mario Draghi lascerà il posto di presidente della Bce? Con ogni probabilità i piani per implementare le ambiziose ed eterodosse misure di allentamento monetario verranno rimandati dai falchi dell’inflazione tedeschi e le politiche di austerity continueranno a minacciare la stabilità socio-economica dei paesi meno virtuosi.

I quotidiani finanziari più importanti del mondo, tra cui il Financial Times, hanno incominciato a porsi tali domande dopo che sono iniziati a circolare rumor sulla dipartita di Draghi dal board di Francoforte. Se dovesse lasciare, c’è chi lo dà addirittura prossimo alla poltrona di Capo dello Stato in Italia.

Potrebbe succedere già dal possimo mese. Ovviamente dipenderà da tutta una serie di circostanze e sviluppi a Francoforte e anche a Roma, dove Giorgio Napolitano si appresta a fare un passo indietro.

Tra le fonti citate dai media a supporto dei rumor, figurano un investitore privato e un giornalista di lungo corso a roma. “Draghi vuole andarsene, è stanco e non ne può più di essere intralciato da Berlino”, ha scritto in una nota una delle fonti nel fine settimana.

In un altro messaggio si legge testualmente: “Sto ascoltando diverse fonti ufficiali dire che il banchiere è completamente stanco delle politiche monetarie con cui deve fare i conti” giorno dopo giorno.

In Italia sono numerosi gli osservatori che riconoscono come Draghi pensi di aver fatto tutto il possibile come presidente della Bce. Allo stesso tempo altri analisti e politologi ritengono che l’Italia abbia bisogno di un presidente in grado di rassicurare l’Europa sulla direzione che le politiche e riforme strutturali hanno preso nel paese”. Chiaramente in una classifica del genere Draghi si piazzerebbe molto in alto.

Draghi tra i candidati al dopo Napolitano

Ma chi glielo fa fare, si chiederanno in molti? Contrariamente a quando si sia portati a credere, Draghi potrebbe avere più di una ragione. Innanzitutto non ce la fa più a sopportare l’ostruzione dei falchi avversari, secondo alcune fonti. È più probabile, invece, che a un certo punto si renda conto che non ci sono validi sostituti di Napolitano alla guida del Quirinale e che si senti in obbligo di correre in soccorso ai suoi connazionali.

“Draghi è il candidato d’ultima spiaggia per i politici italiani”, secondo una fonte informata dei fatti. L’asso della manica da tirare fuori in casi di estrema emergenza. Non sarebbe la prima volta, peraltro, che la classe politica italiana non riesca a trovare un nome che piaccia a tutte le parti presenti in Parlamento chiamate a eleggere con due terzi dei favori il Presidente della Repubblica.

Da parte sua Draghi smentisce di avere ambizioni di tale sorta in patria e di voler fare le valigie da Francaforte. Ma per le fonti citate dai media internazionali, tali argomenti hanno credibilità pari a zero. Quando Draghi ha fatto un intervento sulle politiche della Bce a un’università di Roma, molti lo hanno interpretato come un primo piccolo passo verso la sua candidatura ufficiale alla Presidenza.

Un altro fattore da non sottovalutare è però il pressing che è in grado di esercitare il premier Matteo Renzi per non avere una presenza della statura internazionale di Draghi a Roma. Inoltre l’ex sindaco di Firenze pensa che il banchiere sia più utile a Francoforte che a Roma.

La debolezza di altri candidati papabili – Romano Prodi ormai è stato bruciato e Giuliano Amato, l’ex ministro dell’Interno e membro della corte costituzionale, non è un candidato che piace nemmeno alla maggioranza del PD>.

In conclusione “se Draghi dovesse aprire la porta non sarebbe difficile raggiungere il consenso in aula”. Se vuole, insomma, il posto al Quirinale è tutto suo.

(DaC)