Roubini: “soldi a palate” per Grecia, controlli capitali si possono evitare

29 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non specifica esattamente dove, ma l’economia Nouriel Roubini ritiene che alla fine, a favore della Grecia, spunteranno “soldi a palate”, per fare in modo che il paese riesca a rimborsare i prestiti al Fondo Monetario Internazionale. E questo perchè il rischio che una sua uscita di scena rappresenterebbe per i mercati finanziari e non solo – a dispetto di quelle rassicurazioni delle autorità europee secondo cui l’Eurozona sarebbe ora più solida – sarebbe troppo elevato.

Intervistato da Bloomberg in collegamento da Dresda, dove è stato chiamato per la riunione del G7, Roubini afferma: “E’ possibile prevenire decisioni radicali come controlli di capitale, congelamento dei depositi, trasferimenti forzati di denaro e ricorso a una valuta parallela, tutte soluzioni che presentano effetti collaterali, non solo da un punto di vista finanziario, ma anche economico”, ha detto.

Il giorno X si avvicina. La Grecia dovrebbe rimborsare il prossimo 5 giugno la prima tranche di un debito complessivo, relativo al mese di giugno, pari a 1,6 miliardi di euro, da saldare all’Fmi.

Roubini ritiene, nelle vesti di economista chiamato a partecipare al meeting del G7, che si stiano compiendo progressi tra la Grecia e i suoi creditori, anche se non manca il riferimento alle “differenze” ancora esistenti. Detto questo, “c’è dialogo, ci sono proposte da entrambe le parti”. E i soldi saranno trovati a suo avviso, perchè nel caso in cui si verificasse un Graccident, o un Grexit, nel caso in cui Atene non riuscisse a trovare i soldi per rimborsare l’Fmi, il danno colpirebbe tutti.

“Ci sarebbe una grave correzione non solo sui mercati finanziari europei ma sull’azionario del mondo intero, e conseguenze finanziarie che nessuno vuole”.

Si troverà dunque il modo di trovare “soldi a palate”, per permettere ad Atene di rimborsare 1,6 miliardi tra il 5 e il 19 giugno. Roubini crede anche che si arriverà entro la fine di giugno a un accordo sul debito, deficit e sulle riforme strutturali da compiere, per gettare le basi per un terzo programma di cui la Grecia ha bisogno.

Fonte: Bloomberg