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Roubini, quante previsioni ha azzeccato?

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Nouriel Roubini, uno degli economisti più noti sul panorama globale, co-fondatore di Rosa & Roubini Associates e professore alla NYU Stern School of Business, soprannominato Dr. Doom, è famoso per le sue previsioni pessimistiche sull’economia globale. Anche se, in più occasioni Roubini ha detto che odia il soprannome Dr. Doom e preferisce essere chiamato Dr. Realist. L’economista diventato famoso per aver predetto la crisi finanziaria del 2008, ancora nel lontano 2006 ha anche previsto correttamente il rallentamento dell’economia cinese e la crisi dell’Eurozona. D’altra parte, alcune delle sue previsioni recenti, come l’iperinflazione negli Stati Uniti e una doppia recessione, non si sono concretizzate.

Sebbene abbia fatto diverse previsioni nel corso degli anni, è difficile quantificare il numero esatto delle previsioni accurate visto che l’accuratezza può essere soggettiva e dipendere da vari fattori. Noi intanto ce ne occuperemo di quelle più famose per capire quante di esse sono state accurate e quante non si sono verificate.

Le sue previsioni corrette

Iniziamo della previsione che l’ha reso tra i più famosi economisti del mondo, Roubini ha previsto la crisi finanziaria del 2008 e ha avvertito della bolla del mercato immobiliare prima che scoppiasse. È stato anche uno dei pochi economisti che ha previsto la gravità della crisi e il suo potenziale per causare una recessione su scala globale.

Nel 2011, Roubini ha avvertito che le misure di austerità dell’Unione Europea potrebbero portare a una doppia recessione in Europa, che si è verificata in seguito, conosciuta anche come la crisi del debito sovrano.

Nel 2019, Roubini ha previsto una recessione globale entro il 2020, citando diversi fattori come le tensioni tra Stati Uniti e Cina, un rallentamento della crescita globale e rischi geopolitici. Bisogna dire che è stata la pandemia di Covid-19 ad innescare la recessione piuttosto che i fattori citati da Roubini, in ogni caso la sua previsione è stata accurata.

Nel 2020 Roubini ha avvertito di una “Grande Depressione” e di una lenta e dolorosa ripresa dalla recessione indotta dalla pandemia. Sebbene sia ancora troppo presto per dirlo con certezza, le sue previsioni di una ripresa lenta e irregolare sembrano essere accurate finora.

Nel 2022 nel suo libro “Megathreats”, Roubini aveva previsto una recessione pesante negli Usa insieme ad un periodo prolungato di inflazione elevata seguita da un periodo di stagflazione (una fase di bassa crescita ed alta inflazione). Anche se la recessione pesante negli Usa non si è verificata, ma solo una recessione tecnica (due trimestri consecutivi di crescita del Pil negativa) le previsioni sulla “hyperinflation” sembrano corrette. Dal 2022 a oggi il fenomeno della cosiddetta iperinflazione, ovvero un livello dell’inflazione abbondantemente sopra i target delle banche centrali del 2% nel medio termine si è infatti verificato.

Le previsioni errate di Roubini

Come la maggior parte degli economisti e analisti, anche Nouriel Roubini ha fatto alcune previsioni errate. È difficile fornire un numero esatto, perché dipende dalle previsioni specifiche e dal periodo di tempo considerato. Tuttavia, di seguito vi mostriamo alcuni esempi di previsioni che si sono rivelate errate:

Nel 2013, Roubini ha previsto una recessione globale entro un anno a causa della debolezza economica negli Stati Uniti, in Cina e in Europa. Tuttavia, questa previsione non si è avverata.

Nel 2014, Roubini ha avvertito di una potenziale “tempesta perfetta” che potrebbe innescare una crisi economica globale, citando rischi come tensioni geopolitiche, crescita debole nelle economie avanzate e vulnerabilità finanziarie nei mercati emergenti. Mentre alcuni di questi rischi si sono materializzati in una certa misura, non si è verificata una crisi globale.

Nel 2018, Roubini ha previsto che l’economia statunitense avrebbe rallentato nel 2019 e sarebbe caduta in recessione nel 2020 a causa dell’aumento dei tassi di interesse e degli effetti di dissolvenza dei tagli fiscali dell’amministrazione Trump. Tuttavia, l’economia ha continuato a crescere nel 2019 e la pandemia da Covid-19 ha invece innescato la recessione nel 2020.

Nel 2022 nel suo libro “Megathreats”, Roubini elenca i 10 rischi che devono affrontare le economie e i vari governi nel 2023 se volessero evitare la peggiore catastrofe economica nella storia dell’umanità. Più precisamente, nel 2022 Roubini aveva previsto una recessione pesante negli Stati Uniti entro la fine del anno e un periodo molto prolungato di inflazione elevata e stagflazione. Anche se la recessione si è tecnicamente verificata (due trimestri consecutivi di crescita del Pil negativa) bisogna dire che non è stata pesante come previsto dall’economista.