Roubini: “Blockchain tra le tecnologie più sopravvalutate di sempre”

6 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – La Blockchain, la tecnologia alla base delle criptovalute, è una delle tecnologie più sopravvalutate di sempre. Così il noto economista Nouriel Roubini che in un articolo apparso su Project Syndicate, ha confutato alcuni argomenti che i sostenitori della blockchain hanno avanzato in merito ai vantaggi della tecnologia.

Il Bitcoin è stata una delle prime applicazioni della blockchain, un registro pubblico delle transazioni sulle criptovalute  prova di manomissioni. Le transazioni di Bitcoin sulla blockchain richiedono la verifica da un numero di parti diverse, i cosiddetti “minatori” che risolvono complessi enigmi matematici con computer ad alta potenza. I sostenitori della blockchain ritengono che tale tecnologia possa accelerare processi come contratti legali, movimenti di denaro transfrontalieri e processi di back-end nelle grandi aziende.

Ma il professore della NYU e guru dei mercati Nouriel Roubini che già a Bloomberg TV ha avuto modo di parlare del Bitcoin definendolo la bolla più grande della storia, e la madre di tutte le bolle, ora spara a zero anche sulla blockchain.

Una delle promesse della tecnologia blockchain è il taglio di grandi quantità di scartoffie. Ad esempio, un contratto tra due o tre parti potrebbe essere eseguito sulla blockchain e invece di numerose copie cartacee da aggiornare con i termini più recenti, sarebbe possibile avere un solo documento, che tiene traccia di tutte le modifiche apportate dalle diverse parti.

Ma qui arriva la tesi di Roubini secondo cui molte persone confondono cosa significhi eseguire un’applicazione blockchain.

“Per cominciare, le blockchain sono meno efficienti dei database esistenti. Quando qualcuno dice che sta eseguendo qualcosa” su una blockchain “, in genere significa che stanno eseguendo un’istanza di un’applicazione software che viene replicata su molti altri dispositivi.”

Secondo l’economista è improbabile che la tecnologia blockchain sia in grado di eliminare gli intermediari finanziari, come molti hanno affermato.

“E’ assurdo per una semplice ragione: ogni contratto finanziario esistente oggi può essere modificato o deliberatamente violato dalle parti coinvolte. L’automatizzazione di queste attività non è commercialmente redditizia, anche perché richiederebbe che tutti gli accordi finanziari siano garantiti in contanti al 100%, il che è pazzesco dal punto di vista del costo del capitale . “Inoltre, molte applicazioni della blockchain nel settore finanziario richiedono intermediari, perché inevitabilmente ci saranno circostanze in cui si verificheranno imprevisti e richiedeno l’esercizio della discrezionalità”.

Insomma per Roubini la blockchain non potrebbe diventare un “nuovo protocollo universale” simile all’HTML su Internet. Per l’economista oggi vi è una “mania della moneta” simile alla “mania ferroviaria” verificatasi all’inizio della rivoluzione industriale nella metà del XIX secolo quando a Londra quando diventa di moda investire in azioni delle società ferroviarie, il settore più effervescente del periodo.