Robinhood, la Sec indaga sulla app finanziaria amata dai millennials Usa

7 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

Robinhood, fintech protagonista nel panorama statunitense del trading online con 13 milioni di account, è finita al centro delle indagini dell’autorità di vigilanza Usa sul mercato, la Sec. Le indagini dell’authority, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che per primo ha pubblicato la vicenda, si concentrano sulla vendita degli ordini effettuati dai clienti a società terze attive nel trading ad alta frequenza.

Questa pratica, comune a diversi broker statunitensi, prevede la vendita degli ordini dei clienti della piattaforma a società esterne che eseguono materialmente le operazioni, traendo un piccolo profitto da ciascuna di esse.
La Sec teme che questo genere di trasferimento potrebbe essere lesivo dei migliori interessi dei clienti di Robinhood.
In particolare, la piattaforma ha fatto chiarezza su questo business solo nel 2018, dedicandovi rilievo in una sezione del sito ufficiale.
La vendita degli ordini dei clienti a società come Citadel Securities e Two Sigma Securities, tuttavia, è una delle principali voci di guadagno per Robinhood.
Per chiudere la controversia e interrompere le investigazioni ormai giunte a uno stadio avanzato, la società potrebbe pagare una multa il cui valore potrebbe arrivare a 10 milioni di dollari.

Robinhood, chi è la App senza commissioni

La società, nata nel 2013, si era fatta conoscere come uno dei primi servizi via App in grado di eseguire operazioni di trading senza commissioni, attirandosi dapprima la critica di poter incoraggiare comportamenti finanziariamente rischiosi da parte di piccoli risparmiatori. La maggior parte dei clienti di Robinhood sono millennials che si sono avvicinati al mondo del trading online senza una adeguata preparazione e conoscenza dei mercati finanziari.

L’accesso facile a prodotti di investimento complessi e funzionalità come la caduta di coriandoli e le notifiche telefoniche piene di emoji adottate da Robinhood finiscono per tramutare il trading in una sorta di gioco. Parte del successo di Robinhood è dovuto a un playbook della Silicon Valley di spunti comportamentali e notifiche push, che ha portato gli investitori inesperti nel trading più rischioso e ad effettuare un numero spropositato di operazioni.

Nei primi tre mesi del 2020, stando ai dati elaborati dalla società di ricerca Alphacution per il New York Times, gli utenti di Robinhood hanno scambiato nove volte il numero di azioni rispetto ai clienti E-Trade e 40 volte il numero di azioni rispetto ai clienti Charles Schwab. Hanno anche acquistato e venduto 88 volte più contratti di opzioni rischiose rispetto ai clienti Schwab, in relazione alla dimensione media del conto, secondo l’analisi.

La fase successiva al coronacrash, inoltre, ha accresciuto l’appetito per il trading negli Stati Uniti, un trend che Robinhood ha intercettato con grande efficacia: nei primi sei mesi del 2020 i ricavi della piattaforma sono quasi raddoppiati, da 91 a 180 milioni di dollari.

Le indagini sul “blocco” di marzo

Oltre alle indagini già citate, Robinhood è sotto la lente della Sec e della Finra, l’autorità di regolamentazione del settore finanziario, anche per l’interruzione nel funzionamento della app avvenuto lo scorso marzo.
Un blocco che ha messo forzatamente in standby il trading dei clienti per quasi due giorni. Secondo quanto riferito a Bloomberg dalle fonti a contatto con le indagini la Sec e la Finra starebbero indagando anche sulle modalità con le quali Robinhood ha risposto ai reclami pervenuti dai clienti in quel periodo.