RISULTATI DEL GOVERNO? PATENTE A PUNTI E I SAVOIA

12 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Lo chiama «il documento misterioso». Ma che cosa mai sarà il cosiddetto preambolo della verifica se la verifica in questione pare essere soltanto «fuffa»? Francesco Storace, presidente della Regione Lazio, in trasferta a Bruxelles, non si nasconde dietro l´orgoglio di partito. Dice quel che è: «Non ho capito proprio che cosa abbiamo incassato. Trovo giusto che Fini, prima di firmarla, ci illustri i risultati della verifica in un´Assemblea nazionale…».

Giura: «Non voglio fare la solita parte dell´anti-tutto». Se la trattativa gli fa l´effetto di «uno scherzo» non è colpa sua. Mentre parla al telefono, gli portano le dichiarazioni di Berlusconi sul «desiderio di Fini di applicarsi» in Economia. «Le trovo semplicemente sgarbate». No, non è di cattivo umore: «Siamo riusciti a far parlare delle foibe. Sto pensando ad Almirante: quando la verità affiora sulle labbra del tuo avversario vuol dire che hai vinto».
Storace, questa volta An aveva pestato i piedi. Come le sembra sia andata?
« Se lei si riferisce alla verifica, non credo sia nemmeno iniziata, io mi aspetto qualcosa di più serio».
Battute a parte?
« Poteva andare peggio. Potevano attribuire a Gianfranco Fini il ministero delle Attività Produttive. Un incarico che non è certo adeguato a lui. Solo pochi italiani conoscono il nome del ministro».

Di fatto, il presidente di An ha ottenuto la cabina di regia in materia di Economia…
« Faccio un esempio: le Regioni hanno con il governo un contenzioso sulla Sanità. Un drammatico problema di quattrini. Ecco, mi chiedo: qual è adesso il mio interlocutore? Fini o Tremonti? Io penso sia sempre Tremonti».
Il suo collega Ignazio La Russa, che è coordinatore di An, a parte la rissa con Taormina si definisce «strafelice» dell´esito finale.
« Trovo normale che sostenga questa posizione. Vorrei registrare lo stesso giubilo in un rito collettivo come l´Assemblea Nazionale».
Ci sarà un´Assemblea nazionale di An sulla verifica?

« Sono io che la chiedo, sarebbe un atto di garbo nei confronti del partito. Ma non sono io che la posso convocare. L´ultima volta che si è riunita, Fini definì l´Assemblea aperta. Se è così, vorrei sentire che cosa abbiamo ottenuto, decidere anche, se è il caso, che, con le Europee alle porte, sia meglio rinviare tutto, a cominciare dalla riforma costituzionale di Bossi. Poi, a urne chiuse, vedremo chi è marginale e chi no».
Prima avete mostrato i muscoli e poi vi siete accontentati.

« Intanto, vediamo questo documento misterioso. Se c´è un testo scritto è un fatto su cui discutere. Io, per esempio, non condivido certa resistenza sul tema della separazione delle carriere in magistratura. All´inizio abbiamo perso un sacco di tempo tra le Cirami e le Schifani, dobbiamo dare un segnale di cambiamento».

An si picca di essere il partito di destra con più sensibilità sociale. Questo governo ha risolto i problemi della gente comune?
« Tra i risultati ricordo la patente a punti e il rientro dei Savoia».
Una battuta?
« Sì, ma mi preoccupa che mentre mettiamo manifesti in cui chiediamo ai cittadini di appassionarsi alla politica, emerga questa immagine di trattative. Il centrodestra passa giornate intere a difendersi dalla sinistra, vedo tutte le energie devolute a discutere sulla libertà del detenuto più famoso d´Italia. Questo è davvero troppo».
Dentro An comandano sempre i cosiddetti “berluscones”?
« Sono a Bruxelles, c´è un´interferenza, non sento bene al telefono…».
Se avesse potuto trattare personalmente la verifica come si sarebbe mosso?

« Avrei chiesto un ministero serio per Fini, uno dei quattro che contano, Tesoro, Interni, Difesa, Esteri, e che, casualmente, sono nelle mani di Forza Italia. E avrei sottoposto a verifica ogni ministro. A me sembra curioso che il responsabile della Sanità, Sirchia, si dichiari d´accordo con lo sciopero dei medici contro il governo. Se io dicessi che sono pronto a marciare contro la Regione Lazio, mi portano alla Neuro».
An ha sempre detto che non avrebbe parlato di poltrone…
« Sì, pare brutto. Ma allora si può parlare di politica? Si può mettere da parte il caso Sofri, lavorare sulla concertazione per le pensioni, sul cofinanziamento del modello di welfare regionale già applicato nel Lazio, si può riesaminare la riforma costituzionale?».
Magari nel documento misterioso della verifica queste cose ci sono.
« A occhio direi di no. Perciò dico: parliamone in un´Assemblea Nazionale…».

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