Risparmi: “abbiamo confuso il benessere con pezzi di carta”

15 Marzo 2017, di Daniele Chicca

“Abbiamo fatto confusione tra dei pezzi di carta ingannevole e la creazione di benessere” reale. A dirlo è il leggendario blogger finanziario Bob Moriarty un noto rialzista dell’oro. In un’intervista concessa a un sito specializzato del settore dei metalli, Energy and Gold, il guru ha detto che in tutto il mondo il patrimonio vero e proprio è creato nei settori come agricoltura, manifatturiero e minerario.

“Dobbiamo fare un passo indietro e tornare a creare un po’ di benessere reale”, ha avvertito Moriarty. “Da un giorno all’altro tutte queste persone sedute su una bomba da $650mila miliardi di derivati si sveglieranno poveri”.

All’intervistatore che gli chiedeva quale ritiene sarà il prossimo cigno nero, Moriarty senza esitazione ha risposto che sarà politico e si manifesterà in Usa. Niente rottura dell’area euro o crisi del debito negli Stati Uniti, dove oggi scade la misura di innalzamento del tetto del debito prevista dalla precedente amministrazione e quindi si apre il dibattito in Congresso sulla gestione delle finanze pubbliche e sul limite da imporre al passivo federale.

Il riferimento di Moriarty è invece a una sorta di colpo di Stato dei grandi poteri forti americani (il cosiddetto “stato profondo” che viene citato nelle teorie complottiste (non solo da cittadini pro Trump e critici delle élite, ma anche da figure politiche di spessore come David Stockman, ex direttore dell’Ufficio di Bilancio sotto Reagan) secondo cui c’è uno Stato segreto che agisce all’interno allo Stato che tutti conosciamo, che agisce per sovvertire il potere.

I supporter di Trump e alcuni esponenti della sua stessa squadra di governo hanno fatto uso del termine “Deep State” in riferimento per esempio alle rilevazioni top secret fatte dai funzionari dell’intelligence e da altri vertici politici e aziendali per manipolare l’opinione pubblica. Tra le forze al lavoro per ribaltare il risultato elettorale democratico delle elezioni presidenziali americane di novembre 2016 ci sarebbero media, lobby e politica.