Rischio aumento IVA, stangata da 317 euro a famiglia

26 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il primo vero grande scoglio che dovrà affrontare il nuovo governo è quello di evitare il tanto temuto aumento IVA. Il pericolo dei rincari è il primo vero nodo fiscale della nuova legislatura.

L’ultima manovra ha previsto infatti, in caso di innesco delle clausole di salvaguardia, un aumento delle aliquote del 10 e del 22 per cento che a conti fatti, come ha reso noto un’elaborazione del Sole 24 Ore dell’edizione di lunedì 26 marzo, significherebbe un aumento di 317 euro a famiglia. Dal 10% l’aliquota intermedia passerebbe all’11,5% e quella ordinaria del 22 al 24,2%.

La simulazione elaborata dal quotidiano di Confindustria parte dalle rilevazioni dell’Istat sulla spesa delle famiglie e considera l’impatto del doppio aumento Iva previsto per il prossimo primo gennaio dell’anno prossimo: così si andrebbe dal 10 all’11,5% per l’aliquota intermedia e dal 22 al 24,2% per quella ordinaria. In concreto a essere risparmiate sarebbero esclusivamente le aliquote più basse, quella al 5% e quella al 4%, che si applicano per lo più su alimentari di prima necessità come pane, pasta, latticini, frutta e verdura fresca.

Secondo la simulazione del Sole 24 Ore i rincari medi mensili potrebbero toccare quota 26,43 euro al mese e l’importo più alto in valore assoluto lo pagherebbero le coppie con due figli (439 euro), anche se quelle con tre o più bambini riuscirebbero a sfruttare un minimo di economie di scala.

Sullo stop all’aumento dell’Iva è intervenuto qualche giorno fa anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli secondo cui le emergenze da affrontare per il prossimo governo sono proprio la prossima stangata fiscale sull’Iva e il problema delle imprese affinché possano riportare le perdite.