RISANAMENTO: NUOVA LINEA DI CREDITO DALLE BANCHE

6 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Le banche aderenti all’accordo di ristrutturazione del debito di Risanamento hanno manifestato l’intenzione di sottoporre con parere positivo ai propri organi deliberanti la concessione di un’ulteriore linea di credito fino a 76 milioni di euro a favore del gruppo immobiliare in amministrazione controllata. Nuove garanzie, dunque, dopo che nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha avviato un processo verbale di contestazione Iva relativo ad alcune transazioni immobiliari di trading.

Le banche che hanno aderito all’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis della legge fallimentare sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Banca Monte dei Paschi di Siena. La società ha anche provveduto a depositare oggi la memoria nella procedura pre-fallimentare pendente avanti al Tribunale di Milano, la cui udienza collegiale si terrà in data 15 ottobre 2009. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

Il nodo cruciale del documento, secondo le ultime indiscrezioni, saranno le eccezioni di legittimazione. Gli avvocati vogliono cioè mettere in discussione l’effettiva competenza dei pm a chiedere il fallimento d’ufficio. In Borsa, il titolo, prima sospeso per eccesso di rialzo, ora è tornato agli scambi e guadagna l’11,31% salendo a quota 0,5020 euro con l’1,18% del capitale passato di mano.

L’avvio della contestazione Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate è arrivato a fine settembre, dopo che Risanamento insieme ai suoi advisor Leonardo & Co e Bain aveva già presentato al Tribunale Fallimentare il piano di salvataggio del gruppo. In particolare, il fisco ha puntato il dito contro alcune transazioni immobiliari per un valore di circa 200 milioni.

Una nuova tegola che ha costretto appunto le banche a dichiarare la propria disponibilità a iniettare nuove garanzie per 76 milioni di euro a sostegno del piano di salvataggio. A questo punto si può aprire la strada a un aggiornamento del piano. A chiederlo possono essere sia i giudici del Tribunale Fallimentare, che si riuniranno collegialmente il prossimo 15 ottobre, sia gli stessi consulenti di Risanamento che andrebbero così a correggere un programma di salvataggio che i pm hanno giudicato debole.

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