Rinnovabili aiutano le quotazioni borsistiche, soffrono i Big Oil & Gas

29 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Scende il petrolio, salgono le energie green. Negli ultimi giorni – a causa del loro modello di business fortemente legato alle fonti fossili – le grandi società di Oil & Gas hanno subito un downgrading del rating dei loro titoli a Wall Street .
Per fare qualche esempio di pensi ad Exxon che è già uscita dalla top-10 del listino di New York ed ha subito un downgrade da «buy» a «sell». Stessa sorte per Royal Dutch Shell e Repsol, e a seguire BP, ENI ed OMV.

Rinnovabili in pista di lancio

Al contrario le rinnovabili aiutano le quotazioni borsistiche.  Così gli analisti di Solar Power Network (SPN), multinazionale canadese secondo cui la finanza considera la sostenibilità ambientale e la propensione a sviluppare business riconducibili a tecnologie orientate a contrastare la crisi climatica come elemento fondamentale per il futuro delle aziende» sostengono essi.
Oggi l’economia si ritrova nella possibilità di vedersi trainare dalla sostenibilità senza strumenti additivi o artificiali.

Gli indirizzi politici e le scelte della finanza hanno segnato il passato. Il futuro è del “good-business-as-is”, profittevole e sostenibile” puntualizza l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network.

Le nostre strategie ed il nostro impegno sono concentrate nel trovare soluzioni di impiego della tecnologia solare per la produzione di elettricità green che possano ottenere risultati concretamente misurabili in appena 6 mesi.
E l’Italia sta divenendo il centro, il punto di partenza di questa rivoluzione che a nostro giudizio farà la differenza per il successo del business delle aziende in futuro.

“Per una multinazionale, così come per una media impresa, la rapidità è oggi fondamentale per rispondere alla competitività green imposta dai consumatori” sostiene Paolo Baldinelli, managing director di SPN Italia.