Mercati

Rinascita europea, il tema continuerà a sostenere l’euro

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L’elezione di Macron ha sollevato buona parte del carico di incertezze politiche gravanti sull’Eurozona. L’euro ha tuttavia perso spinta, classico “sell on news” dopo i rialzi delle due settimane precedenti. Per Alessandro Balsotti, head of asset management di Jci Capital, non è il caso di inseguire questa discesa.

C’è lo scoglio delle elezioni legislative dell’11 e 18 giugno, quelle nelle quali il neo-presidente francese Emmanuel Macron cercherà di trovare una maggioranza parlamentare. Per il resto, però, lo scenario europeo non è più coperto dalla cappa di preoccupazioni per l’arrivo dell’ondata nazional-populista.

Il rischio, opposto, è che arrivi un’ondata di eccessiva euforia in mercati che, sottolinea Alessandro Balsotti, head of asset management di Jci Capital “continuano la loro fase laterale a continuano la loro fase laterale a pochissima distanza dai massimi, prigionieri di una quasi totale assenza di volatilità. Per la cronaca il Vix torna a livelli che si erano visti praticamente solo nel 2007 e nel 1993”.

Euro, non inseguire la discesa delle ultime sedute

Vale la pena di notare, come fa Balsotti, che dopo il 1993 i mercati azionari vissero uno dei momenti migliori della loro storia mentre dopo il 2007 arrivo una delle crisi peggiori della storia moderna. Vietato, quindi, trarre conclusioni affrettate dallo scenario attuale.

Chi non sembra essere stato contagiato dall’euforia è l’euro che, dopo aver toccato un picco oltre 1,10 subito dopo l’elezione di Macron, è sceso sotto 1,09 dove ora sembra vegetare tranquillamente.

Ci siamo ulteriormente allontanati dai massimi di euro / dollaro raggiunti in Asia in apertura di settimana a 1,1025 – spiega Balsotti – toccando un minimo a 1,0865. Non credo sia una buona idea inseguire questa discesa. Rimango dell’idea che il tema della ‘rinascita europea’ come asset class investibile per i portafogli globali continuerà nelle prossime settimane/mesi e per quanto sia un trade più sfruttabile sul mercato azionario che su quello valutario rimanga più probabile una risalita dell’euro / dollaro sopra 1,10 e verso livelli che non si vedono da molti mesi rispetto a un ritorno nella parte bassa del recente range (1,05-1,10)”.

Nessuna reazione al licenziamento del capo dell’Fbi

Per ora il dollaro non ha subito conseguenze dalla notizia del licenziamento del capo dell’Fbi James Comey da parte di Donald Trump, rimozione che è stata immediatamente collegata con le indagini relative all’influenza avuta dalla Russia sulle elezioni presidenziali Usa.

“Le critiche alla decisione di Trump – commenta Balsotti – stanno comunque arrivando non solo dalla sponda democratica ed è probabile che il clima di Washington rischi nuove tensioni sia tra le forze politiche contrapposte sia nel rapporto esecutivo-Congresso di parte Repubblicana. Non un buon viatico per una riforma fiscale che era già in partenza tutt’altro che semplice. Ci sarebbe da attendersi, per le maggiori difficoltà che l’azione politica di Trump dovrà affrontare, debolezza di dollaro e dell’equity americano ma il mercato per ora ha fatto spallucce”.