Riforma pensioni: archiviata Quota 100, le misure che potrebbe attuare Draghi

22 Febbraio 2021, di Alessandra Caparello

Riforma pensioni: archiviata Quota 100, ecco le misure che potrebbe attuare Draghi

Terminerà a dicembre 2021 la sperimentazione di Quota 100, l’anticipo pensionistico introdotto dall’ex governo giallo-verde (M5S e Lega) che permette di accedere alle pensioni al raggiungimento di almeno 62 anni d’età e 38 di contributi.

Sono oltre 267.000 le persone andate in pensione con Quota 100 nel 2019-2020. a dispetto di oltre 1 milione atteso secondo quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Itinerari Previdenziali.

Ma con l’insediamento del nuovo governo Draghi e lo stop annunciato a quota 100, appare urgente dare risposta ai lavoratori prossimi alla pensione. Occorrerà quindi mettere a punto un nuovo piano per la previdenza partendo dal presupposto che tutte le parti in causa concordano sul fatto che il primo gennaio 2022 bisognerà avere una soluzione intermedia tra Quota 100 e i 67 anni.

Riforma pensioni: le ipotesi in campo

Come scrive Il Sole 24 ore, sono tre le ipotesi in campo a livello previdenziale che potrebbe introdurre il governo Draghi che si sostanziano in nuove soglie, coefficienti e un nuovo Testo unico.

Si potrebbe quindi pensare di agire su soglie di pensionamento e coefficienti di trasformazione e collocare l’intervento sulla previdenza all’interno della costruzione di un nuovo Welfare con un nuovo Testo unico sulle pensioni.
Nel provvedimento potrebbe rientrare la pensione di garanzia per chi, nel contributivo puro, non potrà più contare su integrazioni al minimo, e altri  possibili interventi che vanno dall’indicizzazione delle pensioni al nodo dei coefficienti di trasformazione da aggiornare, dalle nuove flessibilità in uscita sostenibili all’introduzione di opzioni di part-time e part-pensioni.

Se il governo avrà il sostegno della maggioranza – scrive il quotidiano – è possibile che si faccia largo la strada di una “vera riforma strutturale, da amalgamare alla legge Fornero, con l’obiettivo di garantire solidità e sostenibilità anche nel medio periodo al sistema pensionistico, rispondendo alle sollecitazioni dell’Europa, alle quali Draghi guarda con attenzione”.